Salvare vite nel Mediterraneo. Aderiamo al progetto ResQ-People SavingPeople

Batterà bandiera italiana e vuole essere la nave della società civile. La sua missione è salvare vite umane nel Mediterraneo. "ResQ-People Saving People", associazione nata da un gruppo di giuristi, di operatori umanitari e di cittadini, ha lanciato domenica 13 dicembre la campagna "Tra il dire e il mare", con l'obiettivo di raccogliere fondi per rendere operativa una nuova nave umanitaria.

Costo stimato di tutta l'operazione, circa 2 milioni di euro. Fondi da reperire attraverso una campagna di crowdfunding.

In mare, si continua a morire per mancanza di soccorsi. In novembre, nel Mediterraneo hanno perso la vita almeno 132 persone. Tra loro il piccolo Joseph, appena sei mesi. Era l'11 novembre. Abbiamo tutti ascoltato le grida di terrore della madre alla ricerca del suo bambino, trasportato a Lampedusa per essere sepolto.ResQ

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Sempre più contagi in carcere, dobbiamo ridurre le presenze alla Dozza

Sempre più contagi in carcereNelle carceri italiane, oltre alle carenze strutturali degli edifici, continua a essere allarmante il rischio concreto della diffusione del contagio, anche a causa del sovraffollamento e della carenza di personale della polizia penitenziaria e di educatori. In alcune carceri italiane, il sovraffollamento ha picchi del 200%. All'interno della Casa Circondariale di Bologna, alla Dozza, la capienza massima di 500 persone è ampiamente superata dalle circa 700 presenze.

Il carcere è una realtà in cui il rischio della diffusione del Coronavirus è molto alto: non è previsto il distanziamento sociale, impossibile da applicare nei casi di sovraffollamento: la distanza minima di un metro nelle celle non viene infatti rispettata. Il Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Bologna denuncia come siano almeno 50 i detenuti contagiati e sottolinea l’aggravamento della situazione epidemiologica, anche con alcune persone ricoverate all'esterno.

Il Provveditorato regionale sembra orientato a sospendere i nuovi ingressi presso l'istituto di Bologna, ma temo non sia una misura sufficiente. La situazione è grave e dobbiamo intervenire prima che l’epidemia entri dentro le carceri, causando problemi sanitari e di sicurezza sociale enormi per la nostra città e il Paese, aumentando la pressione per il nostro sistema sanitario nazionale.

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Per evitare la terza ondata, serve responsabilità da parte di tutti

In Emilia-Romagna, sono 73 i decessi per Covid-19 registrati oggi. 1574 i contagiati, 222 le persone in terapia intensiva e 2831 quelle ricoverate con sintomi. La pandemia Covid-19 ci ha fatto scoprire, sperimentando ciascuno le conseguenze, l'interdipendenza fra le persone e fra le comunità locali, nazionali e globali. La libertà e il benessere individuale sono sempre anche sociali, e l'aiuto reciproco dovrebbe essere una risposta obbligata. In questi mesi, inoltre, abbiamo imparato che le competenze sono importanti, che lo Stato è necessario e che occorre una risposta collettiva per contrastare la pandemia.

Responsabilità da parte di tutti

Oggi, non sappiamo l'effetto che le riaperture di questi giorni che precedono il Natale avranno sui nuovi casi, sappiamo solo che i decessi arrivano circa una ventina di giorni dopo il contagio. Il virus si trasmette tra persone sufficientemente vicine, senza mascherina o con la mascherina usata male, e la probabilità di contagio aumenta con il tempo in cui si sta in quelle condizioni. Il rispetto delle regole di distanziamento e dei flussi è fondamentale. E naturalmente ogni assembramento di sorta in ogni situazione deve essere vietato.

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Giulio Regeni, una lotta di civiltà per i diritti umani

Regeni Zaki BolognaEra il 25 gennaio 2016, quando Giulio Regeni veniva torturato e ucciso in Egitto. Giulio aveva 28 anni ed era un dottorando dell'Università di Cambridge. Sono stati 5 anni di depistaggi e di promesse non mantenute.

Pochi giorni fa, la procura di Roma ha individuato in 4 agenti della National Security egiziana i torturatori di Giulio. Nella stanza 13 della sede dei servizi di sicurezza egiziani, Giulio Regeni è stato torturato e seviziato. Non è accettabile che orrori di questo tipo non vengano perseguiti per legge e ringrazio la magistratura Italiana per la professionalità e la determinazione nella ricerca della verità.

Bologna è una città civile, votata alla salvaguardia dei diritti umani, e per questo il Comune di Bologna ha esposto uno striscione per chiedere verità per Giulio Regeni e la scarcerazione di Patrick Zaki.

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Patrick Zaki ancora in carcere

Patrick Zaki ancora in carcereC'era attesa per la sentenza sulla detenzione di Patrick Zaki, studente e cittadino di Bologna, arrestato al Cairo lo scorso 7 febbraio. L'udienza per la custodia in carcere si è tenuta ieri ed erano presenti anche diplomatici di Italia, Germania, Olanda e Canada.

Purtroppo, le notizie che riceviamo dall’Egitto sono ancora una volta terribili: il tribunale ha deciso di rinnovare la carcerazione di Patrick Zaki per ulteriori 45 giorni. Una decisione crudele e vergognosa, Zaki è in carcere in Egitto per le sue idee, perché colpevole di pensare in modo diverso da chi governa il suo paese.

Lo studente dell’Università di Bologna si trova in carcere in Egitto ormai da dieci mesi, oltre 300 giorni: serve un’azione internazionale più forte. Le Istituzioni nazionali ed europee non possono continuare a sopportare una violenza che sta portando a una lunga e ingiusta permanenza in carcere, alla privazione delle libertà personali per Zaki, nell’assenza delle minime garanzie giudiziarie.

Non possiamo lasciare solo Patrick Zaki e i tanti che oggi ancora soffrono per la repressione del governo egiziano.
Come Consiglieri comunali, possiamo e dobbiamo anche chiedere con forza di approvare con urgenza la delibera in Consiglio comunale per conferire la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki.

Bilancio partecipativo: più di 22mila voti!

222247 votiPiù di 22.000 voti per migliorare la città di Bologna, vincono natura, sport e socialità.

I sei progetti vincitori, uno per Quartiere, sono a Borgo Panigale-Reno il progetto “ParCULT 23” per riqualificare Piazza Giovanni XXIII; a Navile “Punto riuso” per la riqualificazione di un immobile da adibire a punto riuso; a Porto-Saragozza “Nanetti Basket Garden” per riqualificare il campo dietro il PalaDozza; a San Donato-San Vitale “Scandellara Rocks” per la messa in sicurezza delle scuderie del parco di Villa Scandellara e a Santo Stefano “Viva i colli vivi” per riqualificare i campi da basket, pallavolo e la pista di pattinaggio del Parco Cavaioni.

Ancora una volta, il risultato è la dimostrazione dell'importanza della promozione della partecipazione attiva, per permettere ai cittadini di scegliere quali progetti realizzare per migliorare la nostra comunità: informare le persone, coinvolgere in percorsi di collaborazione per creare coesione e solidarietà, e fare più bella la nostra città.

È il risultato di un lavoro portato avanti nello scorso mandato che oggi, grazie alla Fondazione per l'Innovazione Urbana, è giunto alla terza edizione: a Bologna i cittadini possono decidere come e dove destinare parte delle risorse del bilancio del proprio quartiere, attraverso un percorso partecipato.

http://partecipa.comune.bologna.it/bilancio-partecipativo