Il Passante di Autostrade (di Bologna)

Passante di BolognaIl progetto di potenziamento della tangenziale, il Passante di Bologna, è un progetto importante (circa 600 ML di euro) che avrà un forte impatto sulla nostra città, sia durante la fase di cantierizzazione (3 anni) che post opera, dal punto di vista trasportistico, urbanistico e ambientale.

È un progetto che coinvolge 3 Quartieri della nostra città (San Donato-San Vitale, Navile e Borgo-Reno) e che ha visto un lavoro importante degli uffici del Comune e del Consiglio comunale di Bologna che ha approvato un Ordine del giorno importante a tutela della salute dei cittadini, del rispetto dell'ambiente, della trasparenza e partecipazione (Osservatorio ambientale), tutte proposte di miglioramento rispetto al primo progetto presentato da Autostrade:

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Un nuovo Protocollo Appalti per Bologna

Un nuovo Protocollo Appalti per BolognaLe gare d’appalto con competizione al ribasso, soprattutto nei servizi sociali, educativi e culturali, con risposte a basso costo che comportano il rischio di precarizzazione e dequalificazione del lavoro, sono una prospettiva disastrosa. Dobbiamo promuovere invece gare centrate su criteri qualitativi: ambientali, sociali, e per la salute e sicurezza dei lavoratori. Il "prezzo più basso" non deve più essere un fattore determinante per l'assegnazione dei contratti, deve invece essere premiata la tutela dell'occupazione e delle condizioni di lavoro, la salvaguardia dell’ambiente e gli aspetti sociali, la qualità del servizio al cittadino.

Con il nuovo protocollo appalti, il Comune di Bologna vuole contrastare il lavoro precario e le infiltrazioni mafiose, e inserisce una clausola sociale per la salvaguardia dei diritti acquisiti dei lavoratori e una clausola di "protezione sociale" per l'inserimento di persone in situazione di svantaggio, ma decide anche di eliminare le gare al massimo ribasso.

Il percorso, già iniziato nel 2015, vede la partecipazione e la firma di tutti i soggetti coinvolti: Comune, associazioni delle imprese e organizzazioni sindacali. Dalle gare al massimo ribasso oggi passiamo all'offerta economicamente più vantaggiosa per gli affidamenti ai servizi. Le aziende non avranno più come unico criterio il prezzo, ma dovranno proporre legalità e qualità delle condizioni dei lavoratori.

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Silvia Romano libera

“Silvia Romano libera”

Credo sia importante che anche il Consiglio comunale di Bologna lanci un messaggio di vicinanza e di solidarietà alla famiglia della cooperante italiana, rapita in Kenya il 20 novembre scorso.

Silvia, secondo alcuni testimoni, fino al giorno di Natale era viva e sarebbe stata poi ceduta a un'altra banda di sequestratori.

In Kenya, la giovane si trovava come volontaria per una Ong marchigiana per portare un aiuto concreto in Africa e inseguire le sue aspirazioni umane e professionali. 

Silvia Romano libera

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Siamo sulla stessa barca

Più di duecento persone sono scese in piazza, giovedì sera a Bologna, per esprimere solidarietà ai 42 migranti trattenuti a bordo della Sea Watch 3 e alla loro “Capitana” Carola Rackete. Per provare a cambiare questa politica. Una parte dei partecipanti al presidio ha voluto lanciare un messaggio ulteriore, trascorrendo la notte per terra, sul sagrato della basilica di San Petronio, come è avvenuto a Lampedusa, dove i cittadini per più notti hanno dormito all’aperto per condividere con i migranti la stessa situazione di “disumanità”.Siamo sulla stessa barca - Presidio Sea Watch 3

È stato emozionante vedere la reazione della città di Bologna e sentirsi uniti in questa testimonianza: per una notte “Sulla stessa barca!”.

La protesta ha visto la mobilitazione e la partecipazione di una vasta rete di realtà che quotidianamente lavorano in città per l’inclusione: Libertà era restare – APS, Scuola ByPiedi Marina Gherardi, Famiglie Accoglienti, Refugees Welcome Italia, Legambiente Bologna, Il manifesto in rete, ExAequo, Libertà e Giustizia Circolo di Bologna, Città Comune, Chiesa Metodista di Bologna e Modena, Francesco Errani (Consigliere Comunale Bologna), ARCI Bologna, Libera Bologna, Amnesty International, Mani Tese Bologna, l’Altro Diritto Bologna, Marco Trotta (Consigliere Quartiere S. Vitale – S. Donato), AILeS, Camilla (Emporio di Comunità), Associazione Spazi Aperti, Pax Christi, CGIL Bologna, Associazione Vicini d’Istanti, Archivio Paolo Pedrelli, Coalizione Civica Bologna, Donne in nero, Radicali Italiani, Laici Missionari Comboniani, ANPI provinciale Bologna, Portico della Pace, Aprimondo Centro Poggeschi, Mediterranea, Ya Basta, MSF Bologna, Lesbiche Bologna, Avvocato di Strada, Cassero LGBTI Center, Piazza Grande, Comitato Bologna Pride, Associazione Gay Lex, Associazione Orlando, SeaCoop Imola, Uil Emilia-Romagna, Uil Bologna, Circolo ACLI Giovanni XXIII Bologna.

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La morte di Regeni e il coraggio della verità

10 giugno 2019, Ferrara: la bandiera leghista sullo striscione di Giulio Regeni.

20 giugno 2019, Trieste: tolto lo striscione di Giulio Regeni dalla Regione per gli addobbi dell’under 21 di calcio.

22 giugno 2019, Sassuolo: rimosso lo striscione per Giulio Regeni "Troppo impolverato".

Verità per  Giulio Regeni

Era il 25 gennaio 2016, l'ultimo giorno di un giovane ricercatore italiano, ucciso e torturato in Egitto. Giulio Regeni aveva 28 anni ed era un dottorando dell’Università di Cambridge.

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Apriamo i porti: Sosteniamo Sea Watch 3 e tutte le organizzazioni umanitarie di soccorso in mare

Sea-Watch (fonte sea-watch.org)Da troppi giorni la nave Sea watch3 viene respinta fuori dalle acque territoriali italiane al largo di Lampedusa, con a bordo 43 migranti richiedenti asilo. Tra loro anche tre minori non accompagnati.

Stiamo assistendo ancora una volta all’orrendo spettacolo dell’esibizione della forza contro i più deboli e indifesi, contro famiglie e persone che fuggono da condizioni di povertà o guerre.

Anche l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha rivolto un appello agli Stati europei affinché avvenga quanto prima lo sbarco dei 43 migranti che da 12 giorni si trovano sulla Sea Wath 3. Il soccorso in mare è un obbligo, come anche la sicurezza delle persone soccorse. Nessun porto in Libia può essere considerato sicuro in questo momento e nessuna persona soccorsa nel Mar Mediterraneo dovrebbe essere riportata in quel Paese. Sono necessari sforzi per sviluppare un approccio regionale e europeo alla gestione del soccorso nel Mediterraneo, per assistere le persone in fuga da guerre, violenza e persecuzione.

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