"Rivolta Pride": approvare la legge Zan contro l'omofobia

Rivolta Pride: approvare la legge Zan contro l'omofobia30mila persone hanno sfilato sabato pomeriggio per le vie di Bologna per il “Rivolta Pride”, per chiedere molto di più del Ddl Zan, contro la violenza che colpisce le vite di persone lgbtqia+. Una festa, ma anche una manifestazione politica che ha invaso Bologna di colori, da Villa Angeletti ai Giardini Margherita.

Proprio in questi giorni, anche Italia Viva come la Lega, chiede di modificare il Ddl Zan. Dopo aver approvato le unioni civili e aver approvato il Ddl Zan alla Camera come sintesi condivisa di diverse proposte compresa quella di Italia Viva, rifare tutto significherebbe affossare la legge, il cui iter va avanti oramai da troppi mesi.

L'Italia è l'unico tra i paesi fondatori dell'UE senza una legge contro i crimini d'odio, una legge che deve combattere discriminazioni e bullismo.

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41 anni dalla Strage di Ustica: dolore, memoria e ricerca della verità

Gentile Presidente, il 27 giugno 1980 un aereo civile della compagnia Itavia doveva, da Bologna, raggiungere Palermo. A distanza di 41 anni, non possiamo dimenticare la tragedia di Ustica: ottantuno persone innocenti persero la vita, tra cui 11 bambini. Secondo i giudici di Palermo, il volo precipitò nel mar Tirreno perché abbattuto da un missile lanciato da un altro aereo.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato di una strage “impressa nella coscienza degli italiani come una tragedia straziante".

Desidero esprimere la mia vicinanza ai parenti delle vittime che in questi anni hanno tenuta viva l'attenzione su una vicenda drammatica, con una richiesta di verità e giustizia che purtroppo si è scontrata con opacità di comportamenti da parte dello Stato, che hanno allontanato la verità sulla strage del DC9.

41 anni  dalla Strage di Ustica: dolore, memoria e ricerca della verità

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Violenza e devastazioni contro la cooperativa agricola ARVAIA

Arvaia è una cooperativa di cittadini e contadini nata nel febbraio del 2013 ed è la prima esperienza in Italia sul modello dei CSA, associazioni di cittadini presenti in Europa e nel mondo che si fanno attori nella produzione sostenibile di cibo. Un'esperienza di riappropriazione della terra, coltivando prodotti secondo i principi dell'agricoltura biologica e biodinamica all'interno del Parco Città Campagna di Bologna. L’esperienza si basa su una gestione partecipata della produzione agricola.

Il terreno coltivabile è di proprietà del Comune di Bologna e Arvaia ha in affidamento quaranta ettari di terra per coltivare verdure e ortaggi per i soci della cooperativa. Il progetto oltre ad una forte valenza ambientale (agricoltura biologica, biodinamica e a km 0), ha anche finalità sociali.

Violenza e devastazioni contro la cooperativa agricola ARVAIA

In questi 10 anni, da Consigliere comunale, mi sono battuto per sostenere il valore del progetto di ARVAIA, un esperienza di sviluppo economico locale che parte dal basso, partecipato, sostenibile, e che ha a riferimento non solo criteri economici, ma anche e soprattutto etici e valoriali (culturali, ambientali, sociali, etc.).

Durante questo mandato, grazie alla II Commissione, i Consiglieri comunali hanno avuto l'opportunità di visitare la cooperativa e conoscere l'esperienza e la storia di Arvaia e del Parco Città Campagna, e abbiamo imparato che attraverso la partecipazione dei cittadini è possibile fare sviluppo (sono quasi 10mila le ore di volontariato ogni anno).

Nella notte tra sabato e domenica, Animal Liberation Front (ALF) ha devastato le coltivazioni, le coperture delle serre e il sistema di irrigazione della cooperativa ARVAIA. Un'azione violenta, accompagnata da scritte intimidatorie gravissime: “Sporchi assassini … ARVAIA sporca di sangue … Attendiamo vostre notizie o torniamo”.

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L'Europa deve diventare un porto sicuro per migranti e rifugiati

Il Mediterraneo è un grande cimitero, basta indifferenza”, sono le parole di Papa Francesco all'Angelus, mentre ad Augusta si svolgeva la cerimonia di accoglienza del relitto del barcone naufragato il 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia, che costò la vita a più di mille migranti, simbolo di tante tragedie nel Mar Mediterraneo.

Oggi, per i 410 migranti a bordo della nave di Medici senza frontiere, soccorsi in sette interventi negli ultimi giorni, la Ong chiede un porto sicuro. Tra loro donne, bambini e minori non accompagnati.

Europa porto sicuro per migranti e rifugiati

Sappiamo che in tutta l’UE vi sono città e Regioni disposte a fare di più per un effettivo ricollocamento dei richiedenti asilo, e i governi nazionali dovrebbero ascoltare le loro richieste e dimostrare che la solidarietà europea non è qualcosa di astratto. Non si tratta solo di adempiere ad un obbligo morale, ma anche di rispettare i diritti fondamentali dell'uomo.

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Più armi nelle case significa meno sicurezza

Più armi nelle case significa meno sicurezzaAd Ardea, in provincia di Roma, un uomo con problemi psichici, in possesso della pistola del padre, ha ucciso due fratellini e una persona anziana, poi si è tolto la vita.

In Italia, l’Osservatorio permanente sulle armi leggere (Opal) denuncia come sia più facile essere uccisi da un legale detentore di armi che da mafia o rapinatori: dal 2017 al 2019 sono stati almeno 129 gli omicidi commessi con armi regolarmente detenute, a fronte di 91 omicidi di tipo mafioso e di 37 omicidi per furto o rapina.

Secondo i dati delle Nazioni Unite, l'Italia, dopo gli Stati Uniti, ha il triste primato di essere il primo paese del G8 per numero di omicidi commessi con arma da fuoco. La gran parte di questi omicidi avvengono in famiglia, stragi commesse da legali detentori di armi. Sono dati che dovrebbero portare all'attenzione pubblica e della politica il problema delle leggi e che regolano la detenzione di armi.

Oggi tutto si basa su una semplice autocertificazione, controfirmata dal medico curante, una breve visita presso l'Asl, simile a quella per ottenere la patente di guida, e un controllo da parte della Questura circa la “affidabilità” di chi richiede la licenza per armi. Non è prevista alcuna visita o esami tossicologici o psichici.

Inoltre, con le modifiche apportate nel 2018 dalla Lega, con il consenso del M5s, chiunque – anche chi non pratica alcuna disciplina sportiva o la caccia – può detenere tre pistole con caricatori fino a 20 colpi, 12 fucili semiautomatici e un numero illimitato di fucili da caccia. Sono norme per favorire i produttori e i rivenditori di armi.

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Per favorire un passaggio generazionale, è tempo di ridistribuire la ricchezza

Ridistribuire la ricchezza
Il Segretario del Partito democratico, Enrico Letta, ha proposto di aumentare la tassa di successione per l’1% più ricco della popolazione, e di usare i proventi per introdurre misure di sostegno economico per i più giovani. L'idea è di creare una “dote” di 10 mila euro da consegnare alla metà meno abbiente dei 18enni italiani, per spese legate alla formazione e all’istruzione, per la casa o per avviare una nuova impresa.

Per finanziare questa “dote”, il Pd propone di portare al 20% l'aliquota dell’imposta di successione per le eredità da genitori a figli superiore ai 5 milioni di euro. Una proposta di tipo redistributivo, perché tassa le famiglie più ricche per trasferire i proventi alle fasce meno abbienti e più giovani della popolazione, con l'obiettivo di favorire la mobilità sociale ed evitare il consolidamento “feudale” dei patrimoni all'interno delle stesse famiglie.

Negli Stati Uniti, l'aliquota massima è del 40% e la tassazione media dei patrimoni ereditati è del 17%. Anche nella maggior parte dei paesi europei l'imposta di successione è più alta: in Francia varia dal 5 al 60%, con un valore medio del 45%. In Germania, è del 30%, nel Regno Unito del 40%. In generale, l'aliquota media dell'imposta di successione nei paesi OCSE è del 15%.

In Italia, a confronto, l’imposta di successione è bassissima. La franchigia è di 1 milione di euro e l'imposta è di appena il 4%. Per favorire un passaggio generazionale, credo giusto ridistribuire la ricchezza, un'imposta progressiva sui “vantaggi ricevuti”, accompagnata da un’eredità universale a favore dei giovani che compiono 18 anni.

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