La scuola riparte: tornano sui banchi 4 milioni di studenti, 115mila a Bologna

La scuola riparte: tornano sui banchi 4 milioni di studenti, 115mila a BolognaGentile Presidente,
oggi lunedì 13 settembre, anche gli studenti di Bologna tornano sui banchi di scuola.

Un momento importante per i nostri ragazzi che avranno l'opportunità di tornare a incontrare i compagni di classe, di tornare a imparare in compagnia di maestri e docenti. Ma questo primo giorno di scuola è accompagnato anche dalla speranza di ritrovare la "normalità" e di non dover più tornare alla didattica a distanza.
Durante questi due anni di pandemia, la didattica a distanza ha consentito di tenere in vita nell’emergenza l’impegno formativo, ma sono anche aumentate diseguaglianze educative e sociali, come conseguenza della difficoltà di proseguire l'impegno di una didattica inclusiva e interculturale. Le esperienze e le energie messe in campo non devono certamente andare perse, ma è importante salvaguardare la “classe” come luogo fisico di relazioni tra studenti e insegnanti, valorizzando l'insegnamento e l'apprendimento.

Tornare alla scuola in presenza, mantenendo le condizioni di sicurezza, è quindi il primo obiettivo. Recuperare i ragazzi che hanno abbandonato le lezioni durante la pandemia è altrettanto importante, recuperando una risocializzazione anche psicologica dopo la lunga forzata assenza. La scuola deve ripartire e rimanere in presenza, perché l'educazione è il futuro, immediato e prossimo, della nostra società. Riguarda il futuro dei nostri ai giovani, forma i cittadini di domani, e, soprattutto oggi, è chiamata a ripristinare il principio di umanità presente in noi. Sono 4 milioni gli studenti che oggi in Italia tornano sui banchi, 616mila in Emilia-Romagna e 115mila a Bologna e provincia.

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A Bologna, più di 14mila cittadini hanno sottoscritto il Referendum per l’Eutanasia Legale

A Bologna, più di 14mila cittadini hanno sottoscritto il Referendum per l’Eutanasia LegaleA Bologna, sono più di 14mila i cittadini che hanno sottoscritto il Referendum per l'Eutanasia Legale, promosso dall'Associazione Luca Coscioni. Più di 850mila sono le firme raccolte in Italia.

Bologna è città medaglia d'oro della Resistenza e oggi è anche la città di Patrick Zaki. È la prima città in Italia che, dopo aver dichiarato l'emergenza climatica con il voto del Consiglio Comunale nel settembre 2019, ha inserito a luglio 2021 le Assemblee cittadine nello Statuto comunale, per chiedere ai cittadini di affiancare gli eletti nel proporre soluzioni su temi di particolare rilevanza, come soluzioni per far fronte all'inquinamento e all'emergenza climatica.

La comunità bolognese chiede di partecipare alle decisioni politiche, soprattutto quando si tratta di difendere i diritti umani, e il Referendum Eutanasia Legale chiede una legge per tutelare chi è più fragile, in particolare le persone che soffrono e le loro famiglie. Il Referendum chiede una società eticamente matura, in grado di garantire il diritto di morire con dignità e senza inutili sofferenze.

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Riqualificazione urbana, nuova vita al Villaggio Portazza

 

 

Era chiuso da oltre trent'anni (1984) e oggi, finalmente, si avvia verso una nuova vita, ponendosi come modello di collaborazione e partecipazione per tutta Bologna. Dopo anni di lavoro, che mi ha visto personalmente coinvolto insieme a cittadini, associazioni, Quartiere Savena, Comune e Acer, grazie al patto di collaborazione reso possibile dal Regolamento per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani del Comune di Bologna e grazie alle risorse europee di REACT-EU, sarà possibile riqualificare e riaprire alla città gli spazi dell'ex centro civico in via Pieve di Cadore, dandogli finalmente il significato per cui era stato creato: favorire la socialità, creando nuovi modi di fare cultura e welfare.

 

Le risorse europee di REACT-EU per Bologna

 

 

Le risorse europee di REACT-EU (39,8 miliardi di euro) hanno lo scopo di affrontare le disuguaglianze economiche e sociali provocate dalla crisi Covid-19, compreso il livello di disoccupazione giovanile. All'italia, sono destinati 11,3 miliardi di euro, quasi il 30% del totale delle risorse dell'Unione Europea.

Bologna riceve più di 80 milioni di euro e dovrà dare priorità a interventi per la ripresa, con una forte attenzione alle sfide del cambiamento climatico e della transizione digitale.
 

L'Europa deve diventare un porto sicuro per migranti e rifugiati: servono città e regioni progressiste e solidali

L'Europa deve diventare un porto sicuro per migranti e rifugiati: servono città e regioni progressiste e solidaliGentile Presidente,
sabato scorso sono stati 21 gli sbarchi a Lampedusa che hanno portato sull'isola altri 314 migranti, tra cui anche donne e bambini. Nell'hotspot, sono 1.165 i migranti, a fronte di una capienza massima di 250 ospiti.

L'attività di contrasto non ha fermato l'attività dei trafficanti di esseri umani e i campi profughi libici sono dei veri e propri “lager”. Un recente rapporto dell'Onu ha denunciato come i migranti nei centri di detenzione libici siano torturati, uccisi e le donne sottoposte a violenza.
È illusorio pensare che l'Europa possa risolvere il problema degli sbarchi delegando la soluzione ai paesi nordafricani. Il flusso non si arresterà fino a quando non verranno risolti i conflitti che sono all'origine delle guerre in Medio Oriente e fino a quando non saremo in grado di migliorare e garantire condizioni di vita dignitose per il sud del mondo.

Consapevoli della situazione drammatica che vivono migliaia di persone in Medio Oriente, l’Unione Europea deve lanciare una grande operazione di soccorso in mare al largo della Libia e garantire canali legali di accesso a tutti i profughi in fuga da guerre e persecuzioni, persone che non hanno altra possibilità che salire sui barconi della speranza.

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