Richiedenti asilo e lavoro

Bologna Si Cura

Sono 14.510 i richiedenti o titolari di protezione internazionale o umanitaria accolti in Emilia-Romagna. Di questi, 13.213 sono accolti nei Centri di Accoglienza straordinaria e negli Hub, e 1.297 nelle strutture del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Il maggior numero di richiedenti asilo è presente a Bologna: 2.435.

Con il progetto “Bologna Si-Cura”, hanno cominciato l’attività di volontariato 30 richiedenti asilo, provenienti da Nigeria, Burkina Faso, Gambia, Biafra, Senegal, Guinea, Pakistan e Costa D’avorio, che si sono offerti per attività di volontariato sul territorio per migliorare il decoro urbano della nostra città. Si tratta di piccoli interventi di cura e pulizia dei beni e degli spazi comuni urbani. Il progetto è finanziato con circa 10.000 euro dei costi assicurativi obbligatori e per la formazione. Dopo una prima fase di sperimentazione, si estenderà a tutto il centro storico, ai parchi pubblici e alle periferie dei quartieri e ha l’ambizione di occuparsi anche della pulizia dai cosiddetti “graffiti”.

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A Bologna un luogo dedicato a Federico Aldrovandi

Federico AldrovandiOggi il Consiglio comunale di Bologna ha deciso di approvare la mia proposta per intitolare un luogo pubblico della nostra città a Federico Aldrovandi, un luogo frequentato soprattutto dai giovani. Un luogo che può rappresentare una risposta alla domanda che anche quei ragazzi potranno farsi: chi era Federico Aldrovandi?

È importante continuare a sensibilizzare e promuovere l’informazione sugli abusi di potere delle forze dell’ordine e di qualunque soggetto in posizione dominante; organizzare e sostenere iniziative finalizzate alla promozione e al rispetto della legalità. E' importante continuare a tutelare la memoria di Federico Aldrovandi, per evitare offese e strumentalizzazioni.

Non dobbiamo infatti fare cadere il silenzio, è importante ricordare e raccontare la verità. Lo si deve a Federico, alla sua memoria ormai divenuta simbolo e a tutti quelli che in Italia si battono quotidianamente contro ogni tipo di abuso.

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Task force anti degrado e senza dimora

Question Time, chiarimenti sulla tutela delle persone senza fissa dimora

L'assessore alla Sicurezza urbana integrata, Alberto Aitini, ha risposto questa mattina, in sede di Question time, alla domanda d'attualità del consigliere Francesco Errani (Partito Democratico) sulla tutela delle persone senza fissa dimora.
 
Domanda del consigliere Errani
 
Gentile Assessore, riguardo alla prevenzione del degrado in diversi luoghi della città occorre distinguere fra comportamenti di vandalismoe di disprezzo delle regole sociali, e comportamenti dovuti albisogno.

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Magliette rosse

Magliette rosse - 7 lugio 2018
Sabato 7 luglio 2019 ho partecipato alla manifestazione “Bologna Pride”.

Voleva essere una festa, ed una festa è stata. Una marcia anche per ricordare i migranti morti nel Mediterraneo, una marea rossa e arcobaleno per dire no a muri e divisioni e sì all'integrazione e ai diritti. Hanno partecipato più di diecimila persone, moltissimi giovani.

Una marcia per una Bologna accogliente e solidale, contro i muri ed il razzismo.

Il tema dell'immigrazione riguarderà le nostre vite per i prossimi decenni e credo sia importante costruire ponti non muri, anche con le parole. Credo importante far prevalere quello che unisce più di quello che ci allontana, promuovere il confronto e la più ampia condivisione possibile, realtà sociali e culturali insieme alle istituzioni.

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Arvaia, prima CSA italiana a Bologna

ArvaiaSabato e domenica, a Villa Bernaroli, c’è stato il primo incontro in Italia delle CSA (Community Supported Agricolture, le Comunità che Supportano l’Agricoltura): le comunità di cittadini che si organizzano per produrre direttamente, insieme ai contadini, il cibo che metteranno sulla propria tavola (http://www.arvaia.it/2018/06/18/csa-in-festa-il-23-e-24-giugno-a-bologna/).

Arvaia (“pisello” in dialetto bolognese) è una cooperativa di cittadini e contadini nata nel febbraio del 2013 alle porte di Bologna (www.arvaia.it) ed è la prima esperienza in Italia sul modello dei CSA, associazioni di cittadini presenti in Europa e nel mondo che si fanno attori nella produzione sostenibile di cibo.

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