Israele e Palestina, per la pace serve la politica

In questi giorni assistiamo per l'ennesima volta all'acuirsi del conflitto israelo-palestinese.Israele Palestina La situazione, che sembra non arrestarsi, sta provocando moltissime vittime. Pensare alla pace deve considerare:

  • che i palestinesi vivono ormai da anni in condizione di segregazione, situazione che anche Nelson Mandela non ha avuto timori a definire di apartheid;
  • che l'enorme differenza militare ed economica tra israeliani e palestinesi, il modo in cui gli israeliani affermano la loro forza, non possono che indurci a chiedere con altrettanta forza e decisione ad Israele di cessare i bombardamenti.

Una condanna non può che andare ugualmente alle bombe di una e dell'altra parte, così come il dolore per le vite perdute non può che essere ugualmente rivolto a israeliani e palestinesi, ma non possiamo non "vedere" la sproporzione delle vittime e della distruzione che consegue proprio a questa differenza di potere.

In nessun stato democratico può essere accettata una risposta così violenta ai danni della popolazione.

Cosa può fare il Comune di Bologna?

Da subito, una piccola grande cosa: permettere ai cittadini palestinesi di veder riconosciuta la propria cittadinanza, modificando il sistema informativo dell'anagrafe comunale. Così come accade per altre pubbliche amministrazioni, come Ministero e Poste, possiamo aggiornare il servizio di certificazione per permettere a un cittadino della Cisgiordania, che non risiede a Gaza, di veder riconosciuta la cittadinanza nei "territori palestinesi".

La festa dell'Europa per una nuova Europa: un piano d'azione dei diritti sociali per tutte le generazioni

Quest'anno, il 9 maggio, celebrazione della Festa dell'Europa, è stata una giornata ancora più importante rispetto al passato. Il 7-8 maggio, a Porto, si è tenuto il vertice sull’Agenda sociale del prossimo decennio, mentre il 9 maggio a Strasburgo, con un anno di ritardo dovuto alla pandemia, si è aperta la Conferenza sul futuro dell'Europa.

L’emergenza sanitaria e economica provocata dal Covid-19 ha colpito maggiormente le persone più fragili, in particolare i giovani e le donne hanno sofferto di più dalla crisi e dal calo dell’occupazione. In Europa, sono più di 700mila le vite perse e quasi 2 milioni i lavoratori disoccupati come conseguenza della violenta pandemia.

Gentile Presidente, senza coesione sociale, non c’è un progetto europeo e la sfida alla pandemia deve essere sia individuale che collettiva.

Meet Nuova riunione Partecipa a riunione Hangouts 2 di 17.626 La festa dell'Europa per una nuova Europa

L'8 maggio, a Porto, la discussione dei leader europei si è concentrata su come garantire una ripresa inclusiva, con istruzione e competenze al centro dell'azione politica dell'UE. È stata adottata la “Dichiarazione di Porto” che definisce la visione dell'UE e degli Stati membri per una transizione digitale, verde ed equa dell'Europa.

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Recovery Plan: nuove sfide e opportunità per una Bologna più verde, più digitale e più inclusiva

Recovery Plan: nuove sfide e opportunitàIl Consiglio dei ministri del 29 aprile ha dato il via libera al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il primo obiettivo del Recovery è rispondere all'emergenza sanitaria e economica provocata dalla violenta pandemia Covid-19.

Secondo le previsioni macroeconomiche e fiscali presentate dalla Commissione europea lo scorso novembre, l'economia UE subisce una contrazione del 7,4% nel 2020, per poi crescere del 4,1% nel 2021 e del 3% nel 2022, ma l'incertezza rimane molto alta. L’Italia, anche prima della pandemia Covid-19, ha registrato performance economiche quasi sempre peggiori rispetto ad altri paesi europei (Spagna, Francia e Germania), e anche le previsioni mostrano una ripresa più lenta. Preoccupa soprattutto l’impatto del debito pubblico che potrebbe raggiungere il 160% e che rischia di condizionare anche la gestione della futura ripresa (alto debito pubblico; basso livello di crescita e produttività, in un contesto segnato da alti livelli di disoccupazione e da un ampio stock di crediti bancari deteriorati che rendono difficile far affluire il credito alle imprese). Per queste ragioni, il Piano italiano è importante, per rafforzare la crescita economica: per misure economiche di breve periodo, ma soprattutto per rafforzare la resilienza nel medio-lungo periodo, correggendo gli squilibri macroeconomici.
Il Piano italiano presentato a Bruxelles affronta alcune debolezze che affliggono la nostra economia e la nostra società da sempre: i divari territoriali tra nord e sud, le disparità di genere, la debole crescita della produttività e il basso investimento in capitale umano. Infine, le risorse del Piano contribuiscono a dare impulso alle transizioni verde e digitale. Il Piano non riguarda solo progetti di investimento ma anche riforme, per consentire di dare efficacia e attuazione agli investimenti, ma anche per consentire di superare le debolezze strutturali del nostro Paese che penalizzando soprattutto i giovani e le donne (semplificazione della normativa, efficientamento della Pubblica amministrazione e riforma della giustizia).

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Ennesima strage di migranti nel Mediterraneo, tra silenzi, omissioni e indifferenza

Ennesima  strage di migranti nel Mediterraneo, tra silenzi, omissioni e indifferenzaIl 23 aprile, un naufragio ha causato la morte di almeno 130 migranti, al largo della Libia.

Le autorità europee sapevano da giorni della presenza di 3 barconi in mare, eppure nessuno ha inviato navi per soccorrere i migranti che hanno supplicato e inviato richieste di soccorso per due giorni, prima di annegare nel cimitero del Mediterraneo.

Con un sistema di pattugliamento in mare chiaramente insufficiente, Ocean Viking e 3 mercantili erano da soli nelle operazioni di ricerca e soccorso. Una situazione inaccettabile. Papa Francesco ha parlato di vergogna: “hanno implorato aiuto per due giorni, non è arrivato nessuno”.

Si tratta dell'ultima di una lunga serie di tragedie nel Mediterraneo. Sono centinaia gli uomini, le donne e i bambini, morti nelle acque al largo delle coste libiche, in fuga da guerre e fame. Solo in questi primi mesi del 2021, almeno altre 300 persone sono annegate o scomparse nel Mediterraneo centrale. L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e UNHCR avvertono che altri rifugiati e migranti potrebbero tentare pericolose traversate, con il miglioramento delle condizioni meteo e il deteriorarsi delle condizioni di vita in Libia.

In Libia, i rifugiati e i migranti subiscono continue violazioni dei diritti umani: detenzione, abusi, sfruttamento, come documentato dalle Nazioni Unite. Condizioni che spingono le persone a intraprendere viaggi rischiosi in mare, con conseguenze spesso drammatiche.

Dobbiamo chiederci cosa stiamo facendo e cosa possiamo fare per organizzare il salvataggio dei profughi, per costruire un sistema di solidarietà e accoglienza europeo, in grado di rispondere concretamente al dramma dei migranti.

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Contrastiamo odio e notizie false contro le persone senza fissa dimora

L'odio corre inrete contro le persone senza fissa dimora, spesso oggetto di violenza e di reati generati dall'odio.

A Bologna, la notizia dell’abbonamento gratuito agli autobus per le persone senza dimora, risultato ottenuto grazie all'impegno della collega consigliera Gabriella Montera, ha provocato centinaia di commenti critici, alcuni pieni di rabbia, cui i volontari di Piazza Grande hanno iniziato a rispondere, per spiegare l'importanza della misura, finanziata da Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna.

Il profilo della popolazione delle persone senza dimora sta cambiando, con sempre più minori, migranti, minoranze, Contrastiamo odio e notizie false contro le persone senza fissa dimoradonne e famiglie per strada. Ogni anno, a Bologna, abbiamo un flusso di circa 2.500 persone senza fissa dimora, di cui circa un migliaio stabili.

Quella delle persone senza tetto è un'emergenza straordinaria, parliamo degli "ultimi": persone con problematiche legate alle dipendenze, ma anche donne e uomini in situazione di povertà relazionale ed economica. Le persone che dormono per strada, come tutti noi, hanno un volto e una storia che li conduce fino lì.

Gentile Presidente, l'accesso a un alloggio decoroso è uno dei diritti umani fondamentali. Ogni notte, sono 700mila le persone che dormono per strada in Europa: negliultimi 10 anni la cifra è aumentata del 70%. In Italia, secondo un'indagine Istat del 2014, sono più di 50mila le persone senza dimora che hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna. A questi numeri, bisogna aggiungere gli invisibili, difficili da intercettare.

La crisi dovuta alle conseguenze della pandemia Covis-19, inoltre, ha ulteriormente aggravato la situazione già fragile delle persone senza fissa dimora e, con la perdita dei posti di lavoro, potrebbe aumentare il numero delle persone in strada.

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