Question Time, chiarimenti sugli atti intimidatori contro alcune realtà solidali

Gentile Presidente e gentile Assessore, intervengo in merito agli atti vandalici e intimidatori che hanno riguardato il centro sociale TPO e ’Eremo di Ronzano, due realtà da sempre impegnate per l’accoglienza e che nelle ultime settimane hanno dato vita anche a progetti di solidarietà in seguito all’emergenza sanitaria e sociale Covid-19. Sono attività in favore delle persone più fragili, sostenendo concretamente famiglie con minori attraverso la distribuzione di libri e alimenti, e accogliendo rifugiati e richiedenti asilo.

Question TimeNella situazione di difficoltà che stiamo vivendo, mi domando a chi conviene produrre e alimentare una cultura violenta e razzista. Una cultura che, particolarmente in tempi di crisi sociale e economica come quella che stiamo vivendo, rischia di generare disumanizzazione, esclusione e violenze.

Intervengo in Consiglio comunale perchè credo che non si possa rimanere indifferenti e che sia importante condannare l’aggressione all’Eremo di Ronzano e al centro sociale TPO, a cui va la mia solidarietà. E credo sia importante rispondere alla violenza sostenendo l’idea di una città solidale, una città delle persone e dei diritti. Le esperienze promosse dall’Eremo di Ronzano e dal centro sociale TPO promuovono responsabilità diffusa e partecipazione.

Bologna deve rispondere alla violenza con una risposta civile, sostenendo la solidarietà.

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La scuola a distanza e la sfida di ripartire a settembre, in classe

Gentile Presidente, gli effetti della pandemia Covid-19 richiedono una riflessione sul tema della formazione, dell’educazione e della cultura, con particolare riferimento al diritto allo studio. La nostra comunità educativa è stata travolta dall’emergenza sanitaria.

La didattica a distanza che ha consentito, grazie all’ammirevole impegno di gran parte del personale docente, di tenere in vita nell’emergenza l’impegno formativo, comporta purtroppo anche il rischio di aumentare le diseguaglianze educative e sociali.

a scuola a distanza e la sfida di ripartire a settembre, in classeSecondo un sondaggio del Comitato bolognese Scuola e Costituzione, il 13% delle bambine e bambini delle nostre scuole non segue la didattica a distanza. A Roma, secondo l’indagine della Comunità di Sant'Egidio, il 61% dei bambini tra i 6 e i 10 anni non ha svolto lezioni online. Sono numeri allarmanti: i bambini con maggiore fragilità hanno risentito maggiormente delle difficoltà della didattica a distanza, ed é urgente recuperare il diritto allo studio.

Anche gli Istituti scolastici hanno segnalato numerose problematiche collegate alle difficoltà di insegnamento e apprendimento in modalità online, in particolare sottolineando la difficoltà di proseguire l’impegno di una didattica inclusiva e interculturale.

Inoltre, nonostante l'impegno straordinario dei docenti di ogni ordine e grado per permettere al nostro sistema formativo di continuare con videolezioni, videoconferenze, telefonate individuali, la didattica a distanza non permette comunque di salvaguardare la “classe” come luogo fisico di relazioni tra studenti e insegnanti, valorizzando l’insegnamento e l’apprendimento grazie alle risorse della comunità educativa e scolastica.

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Scuola via web e povertà educativa

Gentile Assessora, gli effetti della pandemia Covid-19 richiedono una riflessione sul tema della formazione, dell’educazione e della cultura, con particolare riferimento al diritto allo studio.Scuola via web e povertà educativa

La didattica a distanza che ha consentito, grazie all’ammirevole impegno di gran parte del personale docente, di tenere in vita nell’emergenza l’impegno formativo, comporta purtroppo anche il rischio di aumentare le diseguaglianze educative e sociali, in relazione al digital divide e alle differenti opportunità di accesso alle informazioni e alle condizioni economiche e culturali. Non tutte le famiglie, infatti, dispongono delle risorse educative e economiche per permettere ai figli di seguire le lezioni scolastiche, perchè non in possesso di pc, tablet, connessione o di un adeguato sostegno educativo.

Come evidenziato anche dal sondaggio condotto dal Comitato bolognese Scuola e Costituzione, il 13% delle bambine e bambini delle nostre scuole non segue la didattica a distanza, con il rischio di un aumento delle disuguaglianze e della dispersione scolastica.

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Dopo la liberazione di Silvia Romano, ora le speranze sono per Zaky

Dopo un anno e mezzo di prigionia, Silvia Romano è tornata libera sabato 9 maggio. Una bellissima notizia per i suoi genitori e per le persone a lei care, e per tutti noi. In questi mesi, molte organizzazioni si sono mobilitate per tenere alta l’attenzione sul rapimento della giovane cooperante italiana e per esprimere vicinanza alla sua famiglia. In Kenya, la giovane si trovava come volontaria per una Ong marchigiana per portare un aiuto concreto in Africa e inseguire le sue aspirazioni umane e professionali. In questi mesi, sono intervenuto in Consiglio comunale di Bologna per ricordare Silvia: a sei mesi e a un anno dal rapimento e il giorno del suo compleanno, per tenere viva l’attenzione, e lanciare un messaggio di vicinanza e di solidarietà alla sua famiglia.

Dopo la liberazione di Silvia Romano, ora le speranze sono per Zaky

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Coronavirus, l’emergenza è anche il lavoro

Coronavirus, l’emergenza è anche il lavoroNel periodo di grave crisi sanitaria che stiamo attraversando, si presenta una nuova esclusione che riguarda le persone che hanno perso o rischiano di perdere il lavoro, in particolare le donne e i giovani precari. In un momento storico in cui molte aziende rischiano di non riaprire o di chiudere, e con loro la perdita di posti di lavoro e con questi gli stipendi che sostengono le famiglie.

Secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, nel 2020, l'Europa rischia di perdere 12 milioni di posti di lavoro a causa della crisi innescata dalla pandemia di Coronavirus. Tra i settori più a rischio, turismo e ristorazione, industria manifatturiera e vendita al dettaglio.

Oggi, 4 maggio, in Italia rientrano al lavoro 4,4 milioni di persone, di cui 1,1 milioni di donne (25,2 %) e 3,2 milioni di uomini (74,8 %). Quasi il 75% dei lavoratori che oggi tornano al lavoro sono quindi uomini (https://www.lavoce.info/archives/66106/nella-fase-2-a-casa-giovani-e-donne/). Come sarà possibile conciliare le esigenze di rientro al lavoro e di cura della famiglia ai tempi del Coronavirus?

Come Amministratori, credo importante riflettere sugli scenari futuri dell’economia del nostro paese e della nostra città. I progressi registrati negli ultimi anni sull’occupazione femminile, rischiano infatti di essere persi. E, con la chiusura della scuola, le misure previste dal Governo (bonus babysitter o estensione del congedo parentale) sono insufficienti.

I giovani e le donne sono tra le persone che faranno più fatica a rientrare nel mercato del lavoro. E la crisi sanitaria rischia di portare a una crisi economica che può trasformarsi in una gravissima crisi umana (sociale e abitativa), anche a Bologna.

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