I Sindaci possono tutelare i richiedenti asilo

Con il decreto Sicurezza spingiamo le persone verso l'illegalità.

Come Amministratori, dobbiamo capire "cosa si può fare" perché le persone non siano costrette a vivere nell’illegalità. Il Sindaco di New York Bill De Blasio, ad esempio, rilascia carte di identità anche agli immigrati clandestini. Stiamo parlando del Sindaco di N.Y., non di un sognatore. La parola "clandestinità" infatti implica illegalità e pone fuori dalle regole.I Sindaci possono tutelare i richiedenti asilo

I Sindaci d’Italia che disubbidiscono contro una legge disumana, il decreto Salvini, non sono soli. In America da tempo i Sindaci disubbidiscono a Trump: ci sono New York, San Francisco, Los Angeles e Miami. Ma anche San Diego, Washington, Chicago, Denver e Dallas. E poi ancora Portland, Austin, Detroit, Phoenix, Seattle, Salt Lake City, Rochester (NY). Ma l’elenco sarebbe lunghissimo, perché sono più di 500 le città americane chiamate “Città rifugio”.

Si tratta di città che – dopo i decreti (tentati) del Presidente Donald Trump che imponevano l’identificazione, l’arresto e la successiva espulsione degli immigrati illegali che lavorano negli Stati Uniti – hanno risposto “disobbedendo”, vietando alla Polizia locale di collaborare con il Servizio Immigrazione Centrale del Governo Federale di Washington. Rifiutandosi innanzitutto di consegnare eventuali liste di loro residenti privi di documenti regolari.

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Intervento bilancio 2019-21

Bologna
Gentile Presidente e gentile Assessore,
penso che in termini di razionalizzazione dei costi di struttura sia stato fatto il possibile per “unificare” ed “ottimizzare”, come anche per la gestione informatizzata. Credo sia quindi giusto riconoscere come sempre all’Assessore Conte e ai tecnici del Comune di Bologna il grande lavoro e la qualità dimostrata.

Oggi approviamo un bilancio di mandato, 2019-21, e dobbiamo sempre di più rendere il Comune un soggetto preparato a collaborare in modo efficace con la città. Dobbiamo rendere il bilancio del Comune più accessibile e allo stesso tempo fare scelte il più possibile condivise.

3 sono le parole di riferimento del mio intervento: partecipazione, trasparenza e inclusione.

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Bologna città inclusiva

In questi anni mi sono battuto per inserire le “clausole sociali” negli appalti pubblici: una percentuale di spesa di almeno il 5% di tutti gli investimenti di Palazzo d'Accursio deve dare una risposta concreta a persone in situazione di fragilità occupazionale (disabili, ultra-cinquantenni, disoccupati di lungo periodo, etc.).Bologna città inclusiva

Grazie alle clausole sociali, tra il 2014 e il 2017, con il bando per la manutenzione del verde pubblico sono stati assunti 125 lavoratori in situazione di svantaggio.

Oggi il Consiglio comunale ha approvato un mio nuovo Ordine del giorno per confermare le “clausole sociali” nel verde pubblico, ma anche nella manutenzione delle strade e per la gestione dei rifiuti di Hera. Bologna è una città inclusiva se sostiene chi è più debole e senza lavoro.

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Bologna libera dall'amianto entro il 2021

Bologna
L’amianto è un killer silenzioso che ha invaso le nostre città e che continua a fare vittime, nonostante sia stato messo al bando nel 1992. A Bologna, grazie a un mio ordine del giorno in Consiglio comunale, abbiamo approvato un piano comunale per liberare la nostra città dall’amianto entro il 2028, ma ci sono quasi 1.300 edifici ancora da bonificare. Se vogliamo raggiungere l'obiettivo "zero amianto", serve uno sforzo maggiore e oggi il Consiglio comunale ha approvato un mio nuovo Ordine del giorno per chidere di eliminare l’amianto da 14 immobili di proprietà comunale entro il 2021!

 

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Cittadinanza onoraria del Comune di Bologna a Mimmo Lucano

mimmo Lucano, foto da la RepubblicaGentile Presidente, intervengo per presentare un Ordine del Giorno che chiede il conferimento della cittadinanza onoraria del Comune di Bologna a Domenico Lucano, sindaco di Riace e simbolo di un’esperienza che ha dimostrato come le migrazioni possano essere una risorsa per il rilancio e la rinascita delle comunità locali.

L’esperienza di Riace, nata nel 2001 e costruita giorno dopo giorno faticosamente, è riuscita a rigenerare una comunità a rischio spopolamento - come tante altre realtà dei piccoli Comuni d’Italia - nella quale convivono donne e uomini dalle storie e provenienze diverse.

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