Un nuovo Protocollo Appalti per Bologna

Un nuovo Protocollo Appalti per BolognaLe gare d’appalto con competizione al ribasso, soprattutto nei servizi sociali, educativi e culturali, con risposte a basso costo che comportano il rischio di precarizzazione e dequalificazione del lavoro, sono una prospettiva disastrosa. Dobbiamo promuovere invece gare centrate su criteri qualitativi: ambientali, sociali, e per la salute e sicurezza dei lavoratori. Il "prezzo più basso" non deve più essere un fattore determinante per l'assegnazione dei contratti, deve invece essere premiata la tutela dell'occupazione e delle condizioni di lavoro, la salvaguardia dell’ambiente e gli aspetti sociali, la qualità del servizio al cittadino.

Con il nuovo protocollo appalti, il Comune di Bologna vuole contrastare il lavoro precario e le infiltrazioni mafiose, e inserisce una clausola sociale per la salvaguardia dei diritti acquisiti dei lavoratori e una clausola di "protezione sociale" per l'inserimento di persone in situazione di svantaggio, ma decide anche di eliminare le gare al massimo ribasso.

Il percorso, già iniziato nel 2015, vede la partecipazione e la firma di tutti i soggetti coinvolti: Comune, associazioni delle imprese e organizzazioni sindacali. Dalle gare al massimo ribasso oggi passiamo all'offerta economicamente più vantaggiosa per gli affidamenti ai servizi. Le aziende non avranno più come unico criterio il prezzo, ma dovranno proporre legalità e qualità delle condizioni dei lavoratori.

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Bologna libera dall'amianto entro il 2021

Una promessa mantenuta.

170.000,00 euro per eliminare l'amianto dagli immobili di proprietà comunale entro la fine di questo mandato, entro il 2021.
L’amianto è un killer silenzioso che ha invaso le nostre città e che continua a fare vittime, nonostante sia stato messo al bando nel 1992. Grazie a un mio ordine del giorno in Consiglio comunale, Bologna è tra le prime città in Italia a dotarsi di un Piano comunale per eliminare l'amianto entro il 2028, ma ci sono quasi 1.300 edifici ancora da bonificare e più di 470.000 mq di coperture in cemento amianto.

 Bologna libera dall'amianto entro il 2021

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Silvia Romano libera

“Silvia Romano libera”

Credo sia importante che anche il Consiglio comunale di Bologna lanci un messaggio di vicinanza e di solidarietà alla famiglia della cooperante italiana, rapita in Kenya il 20 novembre scorso.

Silvia, secondo alcuni testimoni, fino al giorno di Natale era viva e sarebbe stata poi ceduta a un'altra banda di sequestratori.

In Kenya, la giovane si trovava come volontaria per una Ong marchigiana per portare un aiuto concreto in Africa e inseguire le sue aspirazioni umane e professionali. 

Silvia Romano libera

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Siamo sulla stessa barca

Più di duecento persone sono scese in piazza, giovedì sera a Bologna, per esprimere solidarietà ai 42 migranti trattenuti a bordo della Sea Watch 3 e alla loro “Capitana” Carola Rackete. Per provare a cambiare questa politica. Una parte dei partecipanti al presidio ha voluto lanciare un messaggio ulteriore, trascorrendo la notte per terra, sul sagrato della basilica di San Petronio, come è avvenuto a Lampedusa, dove i cittadini per più notti hanno dormito all’aperto per condividere con i migranti la stessa situazione di “disumanità”.Siamo sulla stessa barca - Presidio Sea Watch 3

È stato emozionante vedere la reazione della città di Bologna e sentirsi uniti in questa testimonianza: per una notte “Sulla stessa barca!”.

La protesta ha visto la mobilitazione e la partecipazione di una vasta rete di realtà che quotidianamente lavorano in città per l’inclusione: Libertà era restare – APS, Scuola ByPiedi Marina Gherardi, Famiglie Accoglienti, Refugees Welcome Italia, Legambiente Bologna, Il manifesto in rete, ExAequo, Libertà e Giustizia Circolo di Bologna, Città Comune, Chiesa Metodista di Bologna e Modena, Francesco Errani (Consigliere Comunale Bologna), ARCI Bologna, Libera Bologna, Amnesty International, Mani Tese Bologna, l’Altro Diritto Bologna, Marco Trotta (Consigliere Quartiere S. Vitale – S. Donato), AILeS, Camilla (Emporio di Comunità), Associazione Spazi Aperti, Pax Christi, CGIL Bologna, Associazione Vicini d’Istanti, Archivio Paolo Pedrelli, Coalizione Civica Bologna, Donne in nero, Radicali Italiani, Laici Missionari Comboniani, ANPI provinciale Bologna, Portico della Pace, Aprimondo Centro Poggeschi, Mediterranea, Ya Basta, MSF Bologna, Lesbiche Bologna, Avvocato di Strada, Cassero LGBTI Center, Piazza Grande, Comitato Bologna Pride, Associazione Gay Lex, Associazione Orlando, SeaCoop Imola, Uil Emilia-Romagna, Uil Bologna, Circolo ACLI Giovanni XXIII Bologna.

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XM24 e la città di Bologna

XM24 Bologna

Hanno sfilato in cinquemila per difendere Xm24, il centro sociale di via Fioravanti in Bolognina a rischio sgombero. In strada insegnanti, famiglie, contadini, artisti, bibliotecari, cittadini. Non solo attivisti del centro sociale, ma una vera festa di strada.

XM24 è un’esperienza di 17 anni di produzione culturale, condivisione dei saperi e socialità. Xm24 ha dichiarato di essere disponibile “a trovare soluzioni per continuare a far vivere l’esperienza anche altrove”, in un altro luogo.

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