Solidarietà al giornalista dell’Agenzia Dire aggredito a Bologna

Agenzia DiRECredo importante intervenire oggi in Consiglio comunale di Bologna per condannare l'aggressione al giornalista dell’Agenzia Dire di Bologna, a cui va la mia solidarietà. Preoccupano episodi di violenza contro giornalisti che svolgono il proprio lavoro.

Mercoledì scorso, il gestore del bistrot Bonaccorsi di via Saragozza, a Bologna, dopo che il Sindaco di Bologna ha firmato un'ordinanza che impone la chiusura del locale dalle 15 alle 6 “dopo numerose segnalazioni sul mancato rispetto delle misure di contenimento imposte dalla pandemia”, ha minacciato e intimidito il giornalista dell’Agenzia Dire che stava svolgendo il suo lavoro, con correttezza e professionalità.

Le difficoltà legate alla violenta pandemia Covid-19 riguardano tutti i gestori che con enormi sacrifici e senso di responsabilità rispettano le regole e chiudono le attività in base alle normative, rispettando quindi la legge e la salute pubblica.

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Question Time, chiarimenti sul bando di gara indetto da ASP

Question Time, chiarimenti sul bando di gara indetto da ASP.

La domanda del consigliere Errani:

bando di gara indetto da ASP"Gentile Assessore, c'è grande preoccupazione da parte del sistema cittadino e metropolitano di accoglienza per mamme con bambino e famiglie, e per l'accoglienza minori, a fronte delle condizioni della gara pubblicata dall'Azienda ASP Bologna che rischia di mettere in discussione la sostenibilità del sistema, non consentendone stabilità e qualità.

Il bando pubblicato dall'Azienda ASP Bologna rischia di portare a risposte a basso costo che comportano il rischio di precarizzazione e dequalificazione del lavoro, una prospettiva disastrosa per i nostri servizi sociali e educativi. Le condizioni della gara rischiano di mettere a rischio la sostenibilità del sistema, imponendo tariffe che non consentano di garantire la qualità dei servizi socio-educativi erogati dalla nostra città e non garantendo, inoltre, la tutela dell'occupazione e delle condizioni di lavoro.

Con il protocollo appalti, il Comune di Bologna ha deciso di contrastare il lavoro precario e di promuovere legalità e qualità delle condizioni dei lavoratori. Il nuovo Protocollo è innovativo e permette di promuovere lo sviluppo degli appalti pubblici in modo socialmente responsabile, come nuovo modello di governance del Comune di Bologna per promuovere gare centrate su criteri qualitativi: ambientali, sociali, e per la salute e sicurezza dei lavoratori.

Gentile Assessore, non possiamo tornare indietro, soprattutto sui servizi socio-educativi, il rischio è di smantellare un sistema di grande qualità che promuove anche innovazione.

Insieme ad altri gruppi consiliari di maggioranza e minoranza, abbiamo chiesto un'Udienza conoscitiva urgente che deve essere convocata da regolamento comunale entro 30 giorni.

Come Comune di Bologna, a livello politico, possiamo decidere di investire sul nostro welfare per qualificarlo o possiamo invece decidere di risparmiare, con conseguenze disastrose per le persone e per il nostro territorio."

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Un anno senza Patrick Zaki

Un anno senza Patrick ZakiSolo poche settimane fa, l'11 gennaio 2021, il Comune di Bologna ha conferito la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki per dare un forte segnale di solidarietà e vicinanza a Patrick e alla sua famiglia.

È passato un anno dalla carcerazione del giovane studente dell'Università di Bologna e la famiglia ha aderito all'appello per chiedere laCittadinanza Italiana a Patrick Zaki, colpevole solo di aver esercitato in modo pacifico i suoi diritti fondamentali.

Gentile Presidente, il 23 dicembre scorso, l'Italia ha consegnato una nave da guerra all'Egitto, costruita da Fincantieri. Due settimane prima, il presidente egiziano al-Sisi aveva ricevuto la Legion d'Onore all'Eliseo dal Presidente francese Macron.

Dopo il trasferimento della fregata all'Egitto, la famiglia di Giulio Regeni ha presentato un esposto alla procura, denunciando il governo per violazione del nostro ordinamento che regola il trasferimento di armamenti. Ci sono alcune circostanze in cui il trasferimento di armamenti tra stati deve essere bloccato: quando si tratta di paesi sottoposti ad embargo ONU o di stati sospettati o pienamente responsabili di violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale.

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Chiediamo la liberazione di Aung San Suu Kyi e del popolo birmano Posta in arrivo Francesco Errani

In queste ore, ascoltiamo notizie drammatiche dal Myanmar.

Dopo il colpo di stato del 1 febbraio, avvenuto poche ore prima dell'insediamento del nuovo Parlamento nato dalle elezioni politiche dell’8 novembre scorso, i militari stanno stritolando il popolo birmano e lo stato di diritto. Molti arresti, incarcerazioni di massa, ordine alle forze armate di sparare sui manifestanti, oscuramento di internet, interruzioni della telefonia.

Nel Paese, sta crescendo la disobbedienza civile, con anche atti di obiezione di coscienza.
Credo importante intervenire, oggi, in tutti i modi possibili e a tutti i livelli, per chiedere la liberazione degli arrestati e il ritorno alla democrazia come è scritto nella dichiarazione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU del 4 febbraio.

L'Esercito del Myanmar sta sequestrando un intero paese e credo importante condannare il golpe, sostenere la nostra concittadina Aung San Suu Kyi e il popolo birmano.

Aung San Suu Kyi

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Il dramma dei Balcani: sosteniamo la proposta dall'agenzia Dire di tappezzare le strade delle città con le immagini dei migranti

A pochi km dai nostri confini, le condizioni di migranti e richiedenti asilo bloccati lungo la rotta balcanica sono disumane e inaccettabili.

È urgente un intervento della comunità internazionale per garantire un'accoglienza dignitosa e sicura.

Grazie a una iniziativa del collega Federico Martelloni, il Consiglio comunale lunedì scorso ha chiesto con un Ordine del giorno di aprire corridoi umanitari per consentire ai profughi di raggiungere l'Europa.

In questi giorni, gli europarlamentari Bartolo, Benifei, Majorino e Moretti hanno visitato i campi profughi sul confine bosniaco-croato per chiedere il rispetto dei diritti umani alle frontiere dell'Unione europea e riportare direttamente a Bruxelles le condizioni di vita dei migranti bloccati alla frontiera.

Il dramma dei Balcani

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