Terra Verde: partecipazione e inclusione

Terra VerdeLe strade, le piazze e i giardini delle città sono luoghi di passaggio e svago, ma anche spazi di vita, dove si incontrano persone e si scambiano opinioni, culture, idee e esperienze.

Nell'ambito del progetto Idee Verdi da CondiVivere, sabato è stata inaugurata la nuova pista ciclabile trasformata in “Parco Artistico”, lungo la ciclabile tra le vie Donato Creti e Alessandro Algardi, grazie a 13 ragazzi dell'Associazione Terra Verde. Idee Verdi da CondiVivere è una esperienza formativa di “scuola-cantiere” che consente ai giovani in situazione di difficoltà di acquisire competenze in ambito edile e di manutenzione del verde, attraverso la costruzione di arredi urbani per fare più bella la nostra città, Bologna.

Il progetto nasce nel 2007, grazie all'Associazione Terra Verde Onlus (www.associazioneterraverde.it). Sono stati realizzati interventi architettonici nel Parco di Villa Angeletti, nel Giardino Marinai d'Italia, al Parco della Frutta in via dei Lapidari, edè stata costruita un'arena al Parco Pasolini del Pilastro, includendo giovani in difficoltà.

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Richiedenti asilo e lavoro

Bologna Si Cura

Sono 14.510 i richiedenti o titolari di protezione internazionale o umanitaria accolti in Emilia-Romagna. Di questi, 13.213 sono accolti nei Centri di Accoglienza straordinaria e negli Hub, e 1.297 nelle strutture del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Il maggior numero di richiedenti asilo è presente a Bologna: 2.435.

Con il progetto “Bologna Si-Cura”, hanno cominciato l’attività di volontariato 30 richiedenti asilo, provenienti da Nigeria, Burkina Faso, Gambia, Biafra, Senegal, Guinea, Pakistan e Costa D’avorio, che si sono offerti per attività di volontariato sul territorio per migliorare il decoro urbano della nostra città. Si tratta di piccoli interventi di cura e pulizia dei beni e degli spazi comuni urbani. Il progetto è finanziato con circa 10.000 euro dei costi assicurativi obbligatori e per la formazione. Dopo una prima fase di sperimentazione, si estenderà a tutto il centro storico, ai parchi pubblici e alle periferie dei quartieri e ha l’ambizione di occuparsi anche della pulizia dai cosiddetti “graffiti”.

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A Bologna un luogo dedicato a Federico Aldrovandi

Federico AldrovandiOggi il Consiglio comunale di Bologna ha deciso di approvare la mia proposta per intitolare un luogo pubblico della nostra città a Federico Aldrovandi, un luogo frequentato soprattutto dai giovani. Un luogo che può rappresentare una risposta alla domanda che anche quei ragazzi potranno farsi: chi era Federico Aldrovandi?

È importante continuare a sensibilizzare e promuovere l’informazione sugli abusi di potere delle forze dell’ordine e di qualunque soggetto in posizione dominante; organizzare e sostenere iniziative finalizzate alla promozione e al rispetto della legalità. E' importante continuare a tutelare la memoria di Federico Aldrovandi, per evitare offese e strumentalizzazioni.

Non dobbiamo infatti fare cadere il silenzio, è importante ricordare e raccontare la verità. Lo si deve a Federico, alla sua memoria ormai divenuta simbolo e a tutti quelli che in Italia si battono quotidianamente contro ogni tipo di abuso.

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Magliette rosse

Magliette rosse - 7 lugio 2018
Sabato 7 luglio 2019 ho partecipato alla manifestazione “Bologna Pride”.

Voleva essere una festa, ed una festa è stata. Una marcia anche per ricordare i migranti morti nel Mediterraneo, una marea rossa e arcobaleno per dire no a muri e divisioni e sì all'integrazione e ai diritti. Hanno partecipato più di diecimila persone, moltissimi giovani.

Una marcia per una Bologna accogliente e solidale, contro i muri ed il razzismo.

Il tema dell'immigrazione riguarderà le nostre vite per i prossimi decenni e credo sia importante costruire ponti non muri, anche con le parole. Credo importante far prevalere quello che unisce più di quello che ci allontana, promuovere il confronto e la più ampia condivisione possibile, realtà sociali e culturali insieme alle istituzioni.

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Arvaia, prima CSA italiana a Bologna

ArvaiaSabato e domenica, a Villa Bernaroli, c’è stato il primo incontro in Italia delle CSA (Community Supported Agricolture, le Comunità che Supportano l’Agricoltura): le comunità di cittadini che si organizzano per produrre direttamente, insieme ai contadini, il cibo che metteranno sulla propria tavola (http://www.arvaia.it/2018/06/18/csa-in-festa-il-23-e-24-giugno-a-bologna/).

Arvaia (“pisello” in dialetto bolognese) è una cooperativa di cittadini e contadini nata nel febbraio del 2013 alle porte di Bologna (www.arvaia.it) ed è la prima esperienza in Italia sul modello dei CSA, associazioni di cittadini presenti in Europa e nel mondo che si fanno attori nella produzione sostenibile di cibo.

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Camilla, emporio di comunità

CamillaCamilla (https://alchemillagas.noblogs.org/camilla/) è un progetto di cooperativa nella quale tutti i soci dedicano una quota del loro tempo alla gestione dell’emporio di comunità. I soci sono i proprietari, gestori e clienti dell’emporio. Tutte le attività sono svolte a rotazione dai soci, ciascuno impegnato almeno tre ore al mese.

La cooperativa acquista da fornitori selezionati dai soci sulla base della qualità dei prodotti e della sostenibilità delle produzioni. Grazie all’autogestione e all’acquisto diretto dai produttori, la cooperativa garantisce a tutti i soci la possibilità di comprare beni di alta qualità a prezzi contenuti.

La formula di Food Coop è presente in decine di botteghe in Francia e in Belgio, e il 21 giugno 2018 è nata per la prima volta anche a Bologna! Si tratta del primo emporio italiano di comunità che su proposta di Campi Aperti – associazione per la sovranità alimentare – e del gruppo di acquisto solidale Alchemilla, aprirà in autunno a Bologna.

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