Tre anni senza Giulio Regeni

3 anni senza Giulio RegeniVenerdì 25 gennaio anche Bologna si è tinta di giallo per Giulio Regeni. A tre anni esatti dalla scomparsa del ricercatore italiano, alle 19.41, oltre 100 piazze in tutta Italia hanno risposto all'appello della famiglia e di Amnesty International per chiedere verità e giustizia per il giovane torturato e ucciso in Egitto.

Era il 25 gennaio 2016, l'ultimo giorno di un giovane ricercatore italiano, ucciso e torturato in Egitto. Giulio Regeni aveva 28 anni ed era un dottorando dell’Università di Cambridge.

Nel mandato precedente il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un Ordine del Giorno per sostenere la campagna di Amnesty International, per non permettere che l'omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato. Durante questo mandato il Comune di Bologna ha esposto uno striscione per Giulio Regeni a Palazzo D’Accursio.

È importante continuare a chiedere con forza ai governi egiziano e italiano, e all’Unione Europea, di far luce sull’uccisione di Giulio Regeni.

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I Sindaci possono tutelare i richiedenti asilo

Con il decreto Sicurezza spingiamo le persone verso l'illegalità.

Come Amministratori, dobbiamo capire "cosa si può fare" perché le persone non siano costrette a vivere nell’illegalità. Il Sindaco di New York Bill De Blasio, ad esempio, rilascia carte di identità anche agli immigrati clandestini. Stiamo parlando del Sindaco di N.Y., non di un sognatore. La parola "clandestinità" infatti implica illegalità e pone fuori dalle regole.I Sindaci possono tutelare i richiedenti asilo

I Sindaci d’Italia che disubbidiscono contro una legge disumana, il decreto Salvini, non sono soli. In America da tempo i Sindaci disubbidiscono a Trump: ci sono New York, San Francisco, Los Angeles e Miami. Ma anche San Diego, Washington, Chicago, Denver e Dallas. E poi ancora Portland, Austin, Detroit, Phoenix, Seattle, Salt Lake City, Rochester (NY). Ma l’elenco sarebbe lunghissimo, perché sono più di 500 le città americane chiamate “Città rifugio”.

Si tratta di città che – dopo i decreti (tentati) del Presidente Donald Trump che imponevano l’identificazione, l’arresto e la successiva espulsione degli immigrati illegali che lavorano negli Stati Uniti – hanno risposto “disobbedendo”, vietando alla Polizia locale di collaborare con il Servizio Immigrazione Centrale del Governo Federale di Washington. Rifiutandosi innanzitutto di consegnare eventuali liste di loro residenti privi di documenti regolari.

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Intervento bilancio 2019-21

Bologna
Gentile Presidente e gentile Assessore,
penso che in termini di razionalizzazione dei costi di struttura sia stato fatto il possibile per “unificare” ed “ottimizzare”, come anche per la gestione informatizzata. Credo sia quindi giusto riconoscere come sempre all’Assessore Conte e ai tecnici del Comune di Bologna il grande lavoro e la qualità dimostrata.

Oggi approviamo un bilancio di mandato, 2019-21, e dobbiamo sempre di più rendere il Comune un soggetto preparato a collaborare in modo efficace con la città. Dobbiamo rendere il bilancio del Comune più accessibile e allo stesso tempo fare scelte il più possibile condivise.

3 sono le parole di riferimento del mio intervento: partecipazione, trasparenza e inclusione.

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Bilancio partecipativo: martedì si votano i nuovi progetti!

Bilancio partecipativo 2018Dopo oltre 50 incontri che hanno coinvolto circa 1.800 persone, sono 33 i nuovi progetti per il Bilancio partecipativo: dal 30 ottobre al 19 novembre ci sarà la fase di voto. Le aree e gli spazi pubblici coinvolti sono la zona di Casteldebole-Triumvirato-Pietra (Borgo Panigale-Reno), San Ruffillo (Savena), Costa-Saragozza (Porto-Saragozza), Croce del Biacco-Guelfa (San Donato-San Vitale), Irnerio (Santo Stefano) e Corticella (Navile).

Anche quest’anno, il Comune di Bologna mette a disposizione 1 ML di euro per progetti ideati dai cittadini all’interno dei laboratori di Quartiere. Si tratta di proposte per migliorare il proprio quartiere: aree verdi, mobilità sostenibile, recupero di spazi ed edifici, beni culturali e naturalistici, vivibilità, accessibilità, sport, arte.

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Non solo Riace, anche a Bologna l'accoglienza diffusa funziona

Vi racconto Bologna: quando la guida è un migranteL’inviato speciale dell’Onu per il Mediterraneo Vincent Cochetel, dopo aver visitato alcuni appartamenti che ospitano richiedenti asilo a Bologna, ha affermato che il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati in Italia (Sprar) è all’avanguardia rispetto a quello di altri paesi europei come Francia, Spagna e Grecia.

Da qualche mese Bologna ha convertito tutti i progetti di accoglienza in Sprar, cioè in progetti di accoglienza ordinaria, gestiti direttamente Comune, che non forniscono solo vitto e alloggio, ma accompagnano il richiedente asilo in un percorso d’inclusione, fatto di apprendimento della lingua italiana e formazione professionale. Ma a Bologna è presente anche il progetto Vesta con l’esperienza di accoglienza diffusa in famiglia, un servizio attraverso cui le famiglie e i singoli cittadini possono attivarsi in prima persona accogliendo rifugiati nelle proprie case. Abbiamo anche l’esperienza che vede coinvolte più di 100 famiglie in attuazione della legge Zampa sui tutor da affiancare ai minori stranieri non accompagnati (Msna).

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Bilancio partecipato 2018: al via i nuovi progetti dei cittadin

Anche quest’anno, per il secondo anno consecutivo, il Comune di Bologna mette a disposizione 1 ML di euro per progetti ideati dai cittadini all’interno dei laboratori di quartiere del Bilancio partecipativo. Nell’edizione 2017 hanno votato 14.580 cittadinie i progetti vincitori saranno realizzati entro il 2019. bp voto 2018

I cittadini hanno proposto 33 nuovi progetti del Bilancio partecipativo 2018, per migliorare il proprio quartiere, che ora saranno sottoposti al voto dal30 ottobre al 19 novembre: aree verdi, mobilità sostenibile, recupero di spazi ed edifici, beni culturali e naturalistici, vivibilità, accessibilità, sport, arte, sono gli obiettivi trasversali dei 33 progetti elaborati dai cittadini.

In questi anni di disaffezione dalla politica è necessario ricreare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni, individuando spazi di collaborazione. I cittadini devono essere messi in grado di partecipare e di ritornare protagonisti della città. Informare le persone, coinvolgerle in percorsi di co-decisione e collaborazione è essenziale per contrastare il degrado, creare coesione e solidarietà, rigenerare le periferie.

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