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Domanda di attualità su “La situazione della Casa Circondariale di Bologna - Carcere Dozza”

Gentile Assessora,
durante le tensioni scoppiate anche all’interno del carcere della Dozza a Bologna, in seguito alle restrizioni imposte dalle misure anticoronavirus che hanno limitato i colloqui con i familiari, alcuni detenuti hanno sottratto le medicine dall'infermeria e un detenuto della Casa Circondariale di Bologna è morto per un'overdose da psicofarmaci.

dozza sovraffollataOltre ai danni economici, come conseguenza delle rivolte nelle carceri, dobbiamo purtroppo “contare” anche i danni umani, creati da una gestione superficiale della situazione carceraria, che ha messo in difficoltà tutto il personale che opera già in condizioni difficili all’interno delle carceri. Penso sia al personale della polizia penitenziaria che agli educatori.

Oltre alle carenze strutturali degli edifici, è allarmante la carenza di personale della polizia penitenziaria e di educatori all’interno del carcere Dozza di Bologna: sono solo 6 educatori per 891 detenuti (quando la capienza massima è di 500 persone).

Oggi, il nuovo decreto punta a facilitare la detenzione domiciliare per le persone che sono a fine pena, per rispondere così alla crisi legata sia al sovraffollamento che all’epidemia Coronavirus. Se non vogliamo che il carcere sia un processo di esclusione sociale, di disumanizzazione, scontare una pena deve poter essere un percorso che ristabilisce la giustizia e non che aggiunge un'ingiustizia.

Le chiedo cosa possiamo ancora fare, come Amministrazione comunale. Quale può essere il contributo del Comitato locale sull’esecuzione penale cittadino, per provare a garantire condizioni di lavoro e di vita dignitose sia per chi lavora (polizia penitenziaria e educatori) che per gli uomini e le donne detenuti.

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Domandadi attualità sui “Controlli nei parchi pubblici”

Domandadi attualità sui Controlli nei parchi pubbliciGentile Assessore, con il Decreto Sicurezza del 9 marzo l’Italia è considerata “zona rossa” e sono vietati gli assembramenti anche all’aperto. Inoltre, l’Ordinanza del Sindaco di Bologna Virginio Merola ha chiuso 32 parchi pubblici cittadini e vietato anche gli assembramenti nei parchi pubblici privi di recinzione, comprendendo anche il divieto di utilizzo di giochi e impiantistica sportiva.

Ringrazio naturalmente le forze dell’ordine e la polizia municipale, consapevole dell’impegno e dello sforzo straordinario che stanno promuovendo. Ma serve una maggiore responsabilità da parte di tutti i cittadini e un patto tra istituzioni e cittadinanza per il rispetto delle disposizioni e delle regole.

Oggi, nonostante la situazione drammatica che stiamo vivendo anche sul nostro territorio cittadino, riceviamo purtroppo ancora diverse segnalazioni di assembramenti, con persone che si recano nei giardini e parchi cittadini, senza rispettare le nuove norme.

Le chiedo di conoscere quali azioni l’Amministrazione comunale sta svolgendo per controllare il rispetto delle disposizioni ministeriali e di quelle previste dall’Ordinanza comunale.

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Arena Orfeonica: dobbiamo valorizzare la città pubblica (dei cittadini) non quella del consumo

Arena OrfeonicaLe strade, le piazze e i giardini di Bologna sono luoghi di passaggio e svago, ma anche spazi di vita, dove si incontrano persone e si scambiano opinioni, culture, idee, esperienze. La riqualificazione del territorio, delle periferie, degli spazi pubblici è un’attività strategica per contrastare il degrado e rendere protagonisti i cittadini.

L’Associazione Orfeonica, grazie a un Patto di Collaborazione con il Quartiere Santo Stefano, è da sempre impegnata per la cura e la riqualificazione dell’area verde di via Broccaindosso: cura i rapporti di vicinato, la pulizia e il controllo sociale della strada (anche in collaborazione con l’Unità di strada), e gli spazi giochi per i bambini. Organizza eventi e manifestazioni culturali come la rassegna cinematografica "Notti Orfeoniche", ma anche presentazioni di libri, concerti e la tradizionale Festa di Via Broccaindosso che dal 1987 si svolge tutti gli anni il secondo sabato di settembre.

Da sempre l’Associazione cerca di mantenere vivo il tessuto sociale della via Broccaindosso, offrendo iniziative gratuite ad adulti, anziani, bambini, per essere un punto d’incontro, socializzazione e partecipazione per tutti. Un progetto per migliorare le relazioni di buon vicinato e per rafforzare il dialogo tra culture e generazioni diverse, il tutto coinvolgendo i residenti, attraverso incontri volti a stimolare la conoscenza tra gli abitanti e provare a contrastare l’attuale disinteresse e la scarsa cura verso gli spazi e le aree verdi comuni.

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Task force anti degrado e senza dimora

Question Time, chiarimenti sulla tutela delle persone senza fissa dimora

L'assessore alla Sicurezza urbana integrata, Alberto Aitini, ha risposto questa mattina, in sede di Question time, alla domanda d'attualità del consigliere Francesco Errani (Partito Democratico) sulla tutela delle persone senza fissa dimora.
 
Domanda del consigliere Errani
 
Gentile Assessore, riguardo alla prevenzione del degrado in diversi luoghi della città occorre distinguere fra comportamenti di vandalismoe di disprezzo delle regole sociali, e comportamenti dovuti albisogno.

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Question Time, chiarimenti sull'applicazione delle clausole sociali ai bandi di Hera

bolognaL'assessore al Lavoro Marco Lombardo ha risposto alle domande d'attualità dei consiglieri Francesco Errani (Partito Democratico) e Amelia Frascaroli (Città comune) sull'applicazione delle clausole sociali ai bandi dell'azienda partecipata Hera.

Domanda d'attualità del consigliere Errani

Gentile Assessore, nel nostro territorio la condizione di fragilità occupazionale e povertà riguarda fasce sempre più ampie di cittadini.

Nel 2017, a Bologna, si registrano circa 25mila disoccupati, ma aumentano invece le persone inattive (non occupate né in cerca di occupazione), sono 152.000. Inoltre, secondo una recente ricerca dell’Istituto Cattaneo, a Bologna ben 113.000 cittadini vivono una condizione di disagio economico assimilabile ad una condizione di povertà. Se a questi aggiungiamo coloro che non dichiarano reddito e che hanno reddito nullo, possiamo dire che a Bologna quasi il 40% dei contribuenti – pari a quasi il 30% dei residenti in città – vive in condizione di disagio economico prossimo ad una condizione di povertà, un numero enorme e davvero allarmante.
Parliamo di persone che, a causa della crisi economica, rischiano di scivolare da una condizione di autonomia e indipendenza ad una situazione di svantaggio socio-economico, abitativo e sanitario.

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Bologna libera dall'amianto

L'assessore ai Lavori pubblici, Virginia Gieri, ha risposto alle domande d'attualità dei consiglieri Massimo Bugani (Movimento 5 stelle) e Francesco Errani (Partito Democratico) sulla bonifica dell'amianto dal tetto del Teatro Comunale.

Domanda d'attualità del consigliere Errani

Gentile Assessore, l’amianto è un killer silenzioso che ha invaso le nostre città e che continua a fare vittime, nonostante sia stato messo al bando nel 1992. A Bologna, nel mandato precedente, abbiamo approvato un piano comunale per liberare la nostra città dall’amianto entro il 2028, ma ci sono più di 1.800 edifici ancora da bonificare e più di 470.000 mq di coperture in cemento amianto.

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