Mai più razzismo da chi rappresenta la città

 Domanda di attualità al Sindaco del Comune di BolognaOggi dobbiamo sgomberare giusto qualche zingarello ... Gli zingari dormono e noi al lavoro. Ma tra poco non dormiranno neanche loro…” Queste le parole di un agente della Polizia municipale di Bologna impegnato nelle pattuglie di pronto intervento, sul suo profilo di Facebook. In una foto, sempre pubblicata su facebook, è possibile vedere la macchina della Polizia municipale che entra col muso nel portico dove dormono persone senza fissa dimora. Sono sempre di più anche le famiglie italiane, sfrattate, che dormono in strada.

Foto da: http://www.giornalettismo.com

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Al CIE salute a rischio e condizioni di vita disumane

La visita ispettiva della Asl di Bologna del 14 gennaio conferma la situazione drammatica del Centro di identificazione ed espulsione di Bologna.
 
Al CIE salute a rischio e condizioni di vita disumaneLe condizioni igienico-sanitarie e le carenze strutturali e manutentive dell'edificio di via Mattei sono inaccettabili, le persone trattenute vivono in una situazione disumana, con il rischio per la loro salute e per quella degli operatori presenti. Anche la Garante delle persone detenute dell'Emilia-Romagna ha denunciato le condizioni drammatiche sia per chi lavora che per chi è detenuto.
 
Nei giorni scorsi, un'equipe di Medici per i Diritti Umani ha visitato il CIE e denunciato la totale inadeguatezza della struttura a garantire la dignità umana dei migranti trattenuti. Le condizioni igienico-sanitarie e strutturali del centro appaiono inaccettabili. Mancano i requisiti minimi di vivibilità delle zone riservate ai trattenuti: stanze prive di riscaldamento funzionante, finestre e vetri danneggiati, docce inservibili e in alcuni casi con acqua fredda, toilette prive di porte di ingresso, lavandini divelti. Gli spazi interni ed esterni degli alloggi si presentano inoltre in uno stato fatiscente e le condizioni di pulizia sono estremamente carenti.

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Scuola dell'infanzia: il percorso di partecipazione

La situazione di difficoltà dei servizi per l'infanzia, come conseguenza della riduzione delle risorse, dei limiti all'assunzione di personale imposti dal patto di stabilità e dei tagli dal centro alle periferie, dallo Stato alle Regioni e agli Enti Locali, richiede un impegno collettivo per ricercare soluzioni e risposte in grado di difendere la qualità dei nostri servizi, educativi-scolastici-sociali.

 MG 8219A luglio, in occasione dell'approvazione in Consiglio comunale del nuovo sistema di convenzione con le scuole paritarie private, abbiamo preso l'impegno di promuovere un percorso di partecipazione pubblico, aperto a tutti. Una promessa mantenuta dall'Assessore alla Scuola Marilena Pillati che mercoledì ha presentato il progetto in Commissione consiliare.

Nei prossimi mesi abbiamo una grande occasione, l'opportunità di promuovere un dibattito pubblico realmente utile per la nostra città: un percorso per studiare, migliorare e condividere un nuovo progetto educativo e culturale per Bologna. Provando anche a ridurre le distanze tra politica e cittadini, coinvolgendo in modo partecipato e trasparente tutte le forze culturali e professionali della nostra città.

L'oggetto del processo partecipativo deve permettere di affrontare i veri problemi e conflitti, in particolare il rapporto pubblico-privato, l'organizzazione e la qualità dei servizi educativi: la vita materiale della scuola, le competenze professionali, la partecipazione dei genitori, la collaborazione interistituzionale con i servizi sanitari e sociali.

Gli strumenti innovativi proposti dall'Amministrazione comunale, focus group, world café e Ost (Open Space Tecnology), possono permettere alle persone di essere davvero protagoniste e generare una proficua collaborazione, con l'intento di far partecipare attivamente non solo esperti, amministratori, Università, personale scolastico e genitori toccati dalle difficoltà che la scuola sta vivendo, ma tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra società.

Un ringraziamento quindi agli Assessori Marilena Pillati e Amelia Frascaroli e a tutti i tecnici comunali per il lavoro fatto, consapevole anche dell'impegno che sarà loro richiesto nei prossimi mesi.

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Periferie invisibili

Francesco Errani, consigliere comunale Pd, ha presentato un intervento di inizio seduta in consiglio comunale oggi lunedì 17 dicembre in merito al progetto "Cittadini di Pescarola" e del nuovo "Spazio comune" di cui si è parlato nel convegno "Le periferie invisibili" presso il centro sociale Casa gialla il 14 dicembre u.s.Cittadini di Pescarola

In allegato il comunicato stampa e di seguito il testo dell'intervento:

Nella zona Pescarola del Quartiere Navile, all'interno del progetto "Cittadini di Pescarola: periferia che si fa borgo" è nato Spazio Comune per offrire iniziative gratuite ad adulti, anziani, bambini e per essere un punto d’incontro, socializzazione e partecipazione per tutti. Mediazione dei conflitti, orientamento al lavoro, sostegno alla genitorialità, consigli per la salute, possibilità di scambiarsi piccoli favori, distribuzione di generi alimentari, riparazione di biciclette, corsi di italiano per donne straniere, laboratori di giocoleria, sono alcune attività realizzate grazie al contributo di psicologi, sociologi e volontari, ma anche interventi anti-degrado grazie alle Associazioni Terra Verde e Architetti di Strada. Un progetto nato per migliorare le relazioni di buon vicinato tra le case popolari comprese tra le vie Agucchi e Zanardi, e per rafforzare il dialogo tra culture e generazioni diverse. Un progetto promosso dal Coordinamento Volontariato Lame, insieme a Quartiere Navile, Rete Lame, Banca del tempo, Acer e Dipartimento di Sociologia dell'Università di Bologna. È “Spazio Comune”, uno spazio che offre attività gratuite a coloro che abitano la zona Pescarola.

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Primarie 2012

Pierluigi Bersani ha vinto le primarie e ora è il candidato Premier del centrosinistra.

Si sono concluse le primarie del centrosinistra ieri, domenica 2 dicembre 2012, con la selezione del leader nella persona di Pierluigi Bersani su cui Francesco Errani ha presentato il seguente intervento di inzio seduta nel corso della sessione di lunedì 3 dicembre 2012.

I veri protagonisti, insieme ai candidati, sono i volontari e i tre milioni di cittadini che con grande generosità e entusiasmo hanno partecipato alle primarie, votando per due volte in sette giorni. Una grande risorsa per il centrosinistra e la democrazia. La vera risposta all'antipolitica dilagante e al crescente sentimento di sfiducia e rassegnazione, che comporta il rischio di perdere intelligenze e competenze.

Sono tantissime le persone nuove e i giovani che si sono riavvicinati alla politica, e credo che il popolo democratico rappresenti una grande risorsa per la politica italiana.

Primarie del CentroSinistra 2012

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Suicidio in carcere: si impicca a 31 anni

Intervento d'inizio seduta del consigliere Francesco Errani - Consiglio comunale del 12 novembre 2012

Di seguito, il testo dell'intervento d'inizio seduta del consigliere Francesco Errani sul suicidio di un trentunenne in carcere.

“Ho 30 anni, sono dominicano ma vivo in Italia da 13 anni. Sono un ragazzo molto allegro, simpatico e molto positivo. Mi piace fare amicizia e confrontarmi con altre culture, mi piace viaggiare e conoscere il mondo. Mi considero molto combattivo e testardo. Partecipo a questa esperienza perché mi piace imparare cose nuove, poi vorrei raccontare la nostra vita qui e dare voce a tante persone che non hanno avuto questa opportunità di poter dire cosa pensano e come stanno vivendo questa esperienza. Mi piace ballare, pescare e viaggiare”.
 
Suicidio in carcere: si impicca a 31 anniQuesta l'autopresentazione di W. sulla redazione di Ne vale la pena, il periodico che viene scritto all'interno del carcere della Dozza curato da Bandieragialla. In un altro esercizio, denominato "Se io fossi", aveva scritto una breve prosa poetica immedesimandosi nell'acqua. Così scriveva "Se fossi l'acqua farei un lungo viaggio e andrei a visitare tutti quei paesi che hanno tanto bisogno di me. Inizierei il mio viaggio per tutta l'Africa, poi piano piano tutto il mondo. Se fossi l'acqua non mi farei imprigionare in quelle bottiglie così strette che non ti fanno respirare solo per fare tutti quei soldi, mentre tanta gente muore di sete. Se fossi l'acqua rimanderei indietro tutti i rifiuti che mi buttano addosso e li porterei a casa loro, così come soffro io con tutto quell'inquinamento".
 
Il suicidio di questo ragazzo è, purtroppo, l'ennesimo "evento critico" - così in burocratese vengono definiti gli autolesionismi, gli scioperi della fame, le aggressioni e tutti quanti gli episodi che richiedono un'indagine di polizia per accertarne la rilevanza penale - che ha sconvolto la vita della comunità penitenziaria bolognese. Era un ragazzo di 31 anni di origine dominicana in carcere da poco meno di un anno, la madre in Italia da 15 anni, condannato a 5 anni per spaccio di stupefacenti. Alla Dozza aveva frequentato la scuola media con ottimi risultati. Da un mese era stato ammesso ad una sezione più "aperta" del carcere e frequentava da due settimane il corso professionale per addetto alla produzione pasti. Oltre agli insegnanti e ai formatori, in questo anno lo avevano conosciuto le mediatrici culturali, la sua educatrice, un'operatrice dello sportello lavoro.
 
Tanti che tentano il suicidio vengono salvati dagli agenti di polizia penitenziaria o dai compagni di cella, senza che la cosa faccia troppo notizia. Lui non lo ha salvato nessuno ed è finito nelle statistiche del massacro al quale siamo più o meno abituati da tempo. Da gennaio, le persone che si sono suicidate in carcere sono 67: un detenuto ogni 8 giorni decide di ammazzarsi.
 

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