Case Zanardi, contro la crisi aprono gli empori solidali

Case Zanardi è un progetto per rispondere alle nuove forme di povertà scaturite dall'attuale crisi.

Case ZanardiPrendendo ispirazione dai "negozi Zanardi" istituiti nel 1914 dal primo sindaco socialista di Bologna per offrire generi di prima necessità alla popolazione sfinita dalla guerra, le Case Zanardi sono spazi dove persone e famiglie in difficoltà possono accedere a luoghi di scambio di beni e a servizi per il lavoro.

Venerdì 17 ottobre, Case Zanardi ha inaugurato i primi Empori Solidali: due market che daranno un sostegno concreto a 50 famiglie con minori residenti a Bologna. L’inaugurazione degli Empori è stata anche l’occasione per lanciare la campagna di crowdfunding civico rivolta a tutta la cittadinanza (http://www.casezanardi.it/) per garantire l’acquisto dei prodotti destinati ai market e dare così un sostegno concreto alle famiglie in difficoltà della città.

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Verso Assisi e Betlemme

Marcia Perugia-AssisiPapa Francesco ha lanciato un nuovo appello contro la guerra: "La guerra non è mai necessaria né inevitabile. Si può sempre trovare un'alternativa: è la via del dialogo, dell'incontro e della sincera ricerca della verità".

Raccogliendo l'invito di Papa Francesco, la Marcia Perugia-Assisi sarà dedicata alla promozione della "globalizzazione della fraternità" coinvolgendo soprattutto i giovani e le scuole:  ogni guerra è una inutile strage, mentre la pace è il futuro.

È importante che il Comune di Bologna aderisca al Comitato organizzatore della Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fraternità che si terrà il prossimo 19 ottobre 2014, a cento anni dallo scoppio della prima guerra mondiale e a metà del semestre di Presidenza italiana dell'Unione Europea.

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Mai più CIE: Bologna vince la battaglia contro la riapertura del Centro di Identificazione ed Espulsione.

C'era una volta il Cie, Bologna lo smantella (da la Repubblica - Bologna)Sarà un centro di accoglienza per chi è costretto a scappare dalla fame e dalla guerra.

In 11 anni, il CIE di Bologna ha dimostrato di essere un inutile spreco di risorse: solo la metà dei circa 10mila trattenuti sono stati espulsi ma a costi economici e umani altissimi.

Tutta la città ha chiesto con forza di non riaprire il CIE, dopo la visita ispettiva dell'Asl di Bologna del 14 gennaio 2013 e di un'equipe di Medici per i Diritti Umani che ha denunciato la situazione drammatica del Centro e la violazione dei diritti umani.

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Voto sull'Istituzione scuola

Cari colleghi,
non parlerò del valore educativo, culturale e sociale della nostra scuola. La storia della scuola bolognese. Non parlerò degli aspetti che riguardano il coinvolgimento di quasi 2.000 lavoratrici e lavoratori: il metodo con cui portiamo avanti le riforme è importante e deve partire da un vero ascolto delle maestre e dei cittadini.

A Bologna, oggi sono 3 le Istituzioni e si occupano di musei, biblioteche e inclusione sociale.Consiglio Comunale di Bologna Il decreto legge n.66/14, approvato in Parlamento, chiede al commissario straordinario per la spending review Cottarelli di presentare entro il 31/07/2014 un programma di razionalizzazione delle aziende speciali e istituzioni. Matteo Renzi, presentando il 18 aprile il decreto "Irpef-spending", ha spiegato che uno degli obiettivi è “sfoltire e semplificare le municipalizzate, passando da 8.000 a 1.000 aziende partecipate”. In realtà sono 14.000 le aziende pubbliche in Italia.

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Intervento sul bilancio

Gentile Vice Sindaco e gentili consiglieri, riconosco l'impegno dell'Amministrazione comunale per una maggiore trasparenza. Va riconosciuto all'Assessore al Bilancio e ai tecnici del Comune di Bologna il lavoro e la qualità dimostrata, nonostante l'incertezza normativa legata anche ai trasferimenti dallo Stato agli enti locali.

L'accordo tra Amministrazione e sindacati per il Fondo Anticrisi e le clausole sociali negli appalti pubblici sono risposte concrete. Inclusione SocialeAnche il progetto Case Zanardi, finanziato grazie al Fondo Anticrisi 2013, dimostra la volontà di innovare le politiche di welfare per affrontare le nuove forme di povertà introdotte dalla crisi attuale (http://www.comune.bologna.it/news/case-zanardi-il-progetto-linclusione-sociale-e-lavorativa)

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Il CIE di Bologna non riaprirà

Il CIE di Bologna non riapriràAlmeno per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi.

Sarà un centro di accoglienza per chi è costretto a scappare dalla fame e dalla guerra.

In 11 anni, il Cie ha dimostrato di non essere strumento che possa rispondere al fenomeno dell'immigrazione clandestina: solo la metà dei circa 10mila trattenuti sono stati espulsi ma a costi economici e umani enormi.

Tutta la città (istituzioni, associazioni e movimenti) ha chiesto con forza di non riaprire il CIE, dopo la visita ispettiva dell'Asl di Bologna del 14 gennaio 2013 e di un'equipe di Medici per i Diritti Umani che ha denunciato la situazione drammatica del Centro e la violazione dei diritti umani.

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