Primarie 2012

Pierluigi Bersani ha vinto le primarie e ora è il candidato Premier del centrosinistra.

Si sono concluse le primarie del centrosinistra ieri, domenica 2 dicembre 2012, con la selezione del leader nella persona di Pierluigi Bersani su cui Francesco Errani ha presentato il seguente intervento di inzio seduta nel corso della sessione di lunedì 3 dicembre 2012.

I veri protagonisti, insieme ai candidati, sono i volontari e i tre milioni di cittadini che con grande generosità e entusiasmo hanno partecipato alle primarie, votando per due volte in sette giorni. Una grande risorsa per il centrosinistra e la democrazia. La vera risposta all'antipolitica dilagante e al crescente sentimento di sfiducia e rassegnazione, che comporta il rischio di perdere intelligenze e competenze.

Sono tantissime le persone nuove e i giovani che si sono riavvicinati alla politica, e credo che il popolo democratico rappresenti una grande risorsa per la politica italiana.

Primarie del CentroSinistra 2012

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Suicidio in carcere: si impicca a 31 anni

Intervento d'inizio seduta del consigliere Francesco Errani - Consiglio comunale del 12 novembre 2012

Di seguito, il testo dell'intervento d'inizio seduta del consigliere Francesco Errani sul suicidio di un trentunenne in carcere.

“Ho 30 anni, sono dominicano ma vivo in Italia da 13 anni. Sono un ragazzo molto allegro, simpatico e molto positivo. Mi piace fare amicizia e confrontarmi con altre culture, mi piace viaggiare e conoscere il mondo. Mi considero molto combattivo e testardo. Partecipo a questa esperienza perché mi piace imparare cose nuove, poi vorrei raccontare la nostra vita qui e dare voce a tante persone che non hanno avuto questa opportunità di poter dire cosa pensano e come stanno vivendo questa esperienza. Mi piace ballare, pescare e viaggiare”.
 
Suicidio in carcere: si impicca a 31 anniQuesta l'autopresentazione di W. sulla redazione di Ne vale la pena, il periodico che viene scritto all'interno del carcere della Dozza curato da Bandieragialla. In un altro esercizio, denominato "Se io fossi", aveva scritto una breve prosa poetica immedesimandosi nell'acqua. Così scriveva "Se fossi l'acqua farei un lungo viaggio e andrei a visitare tutti quei paesi che hanno tanto bisogno di me. Inizierei il mio viaggio per tutta l'Africa, poi piano piano tutto il mondo. Se fossi l'acqua non mi farei imprigionare in quelle bottiglie così strette che non ti fanno respirare solo per fare tutti quei soldi, mentre tanta gente muore di sete. Se fossi l'acqua rimanderei indietro tutti i rifiuti che mi buttano addosso e li porterei a casa loro, così come soffro io con tutto quell'inquinamento".
 
Il suicidio di questo ragazzo è, purtroppo, l'ennesimo "evento critico" - così in burocratese vengono definiti gli autolesionismi, gli scioperi della fame, le aggressioni e tutti quanti gli episodi che richiedono un'indagine di polizia per accertarne la rilevanza penale - che ha sconvolto la vita della comunità penitenziaria bolognese. Era un ragazzo di 31 anni di origine dominicana in carcere da poco meno di un anno, la madre in Italia da 15 anni, condannato a 5 anni per spaccio di stupefacenti. Alla Dozza aveva frequentato la scuola media con ottimi risultati. Da un mese era stato ammesso ad una sezione più "aperta" del carcere e frequentava da due settimane il corso professionale per addetto alla produzione pasti. Oltre agli insegnanti e ai formatori, in questo anno lo avevano conosciuto le mediatrici culturali, la sua educatrice, un'operatrice dello sportello lavoro.
 
Tanti che tentano il suicidio vengono salvati dagli agenti di polizia penitenziaria o dai compagni di cella, senza che la cosa faccia troppo notizia. Lui non lo ha salvato nessuno ed è finito nelle statistiche del massacro al quale siamo più o meno abituati da tempo. Da gennaio, le persone che si sono suicidate in carcere sono 67: un detenuto ogni 8 giorni decide di ammazzarsi.
 

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Fusione Hera - Acegas

Intervento in aula del consigliere comunale Pd Francesco Errani, che anticipa la presentazione di un ordine Fusione Hera-Acegasdel giorno sull'indirizzo politico da assegnare alla gestione della nuova società di servizi (Consiglio comunale dell'otto ottobre 2012)

Oggi il Consiglio comunale voterà la Delibera di Giunta che prevede la fusione di Hera e Acegas/Aps, le due multiutility che in Emilia Romagna, Veneto e Friuli gestiscono acqua, rifiuti ed energia. Si tratta di servizi di pubblica utilità in cui il Comune in primis deve farsi garante dell’interesse collettivo e della tutela del cittadino.
Il mio voto sarà a favore della Delibera di Giunta. La fusione si inserisce in una evoluzione del panorama economico caratterizzato da società che vanno ingrandendosi, in cui piccole società locali rischiano di non rimanere competitive sul mercato ed essere inglobate da altre, mettendo di conseguenza a rischio gli investimenti strutturali e i posti di lavoro.
Con questo processo di fusione Hera assumerà una dimensione sovraregionale, ma rimarrà una spa quotata in borsa a maggioranza pubblica, con la possibilità, quindi, per il Comune di controllare ed orientare le scelte di chi guiderà l’azienda pubblica, in un’ottica di miglioramento del servizio e di tutela del cittadino.
In questo senso, contestualmente al voto alla Delibera e in considerazione della recente sentenza della Corte Costituzionale diretta a bloccare speculazioni finanziarie nella gestione dei beni comuni e per rispetto all'esito del Referendum, ho proposto un Ordine del giorno, con l’intento di dare un indirizzo politico forte al processo di fusione. Le richieste avanzate nell’ordine del giorno mirano a migliorare la qualità dei servizi erogati ai cittadini bolognesi:

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Il Pratello, una risorsa per la città

Carcere PratelloLunedì 1 ottobre 2012 il consigliere comunale Pd Francesco Errani ha presentato un intervento di inizio seduta in merito al sovraffollamento nelle carceri con particolare riferimento al carcere minorile del Pratello.

Il consigliere Errani, tra l'altro, ha illustrato i progetti attualmente in corso presso il carcere minorile a sostegno dei detenuti e a favore del recupero e reinserimento nella società dei singoli.

In allegato, una breve rassegna stampa relativa alla situazione drammatica della Dozza.

Di seguito il testo dell'intervento:

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Quale futuro per la scuola dell'infanzia?

Intervento del consigliere Francesco Errani al Consiglio comunale del 23 luglio, durante il dibattito per l'approvazione della delibera per la "Definizione del nuovo sistema delle convenzioni con le scuole d'infanzia private".

Il Comune di Bologna si occupa soprattutto di nidi e materne. Su questi, i tre elementi fondamentali sono: le richieste (sono più di 300 quelle inevase per la scuola dell'infanzia), i costi e la qualità dei servizi educativi e scolastici, in un periodo in cui il servizio pubblico spesso viene invece denigrato per giustificarne i tagli.

- sulla domanda, così come ricordato anche dalla Delibera di Giunta, credo che il posto alla scuola dell'infanzia sia un diritto a Bologna. Per ottenere questo risultato è necessario adottare tutti gli strumenti utilizzabili, tuttavia in primis è il Comune che si deve fare carico della gestione della scuola dell'infanzia, partendo dalla qualità che negli anni è stato in grado di produrre. Solo dopo, chiedere l’intervento dei privati. Un diritto che deve garantire anche la libertà di scelta dei genitori: chi vuole per i propri figli la scuola dell'infanzia pubblica deve poterlo fare, come anche chi desidera scegliere quella privata. Credo invece che i servizi di tipo elitario debbano essere totalmente a carico di chi può permetterseli.

Quale futuro per la sQuola dell'infanzia?

 

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Quale futuro per i servizi socio-educativi?

Quale futuro per i servizi socio-educativi?Intervento del consigliere Francesco Errani al Consiglio comunale del 13 giugno 2012, durante il dibattito per l'approvazione della delibera per la "Definizione del nuovo sistema delle convenzioni con le scuole d'infanzia private".

La crisi economica che ha investito il nostro paese ha colpito in maniera pesante i servizi socio-educativi, indispensabili allo sviluppo di una prospettiva inclusiva, di una buona politica. Il rischio e’ di un servizio pubblico dequalificato per i "poveracci" e di servizi qualificati per chi può permetterseli. Quali sono i rischi di questa prospettiva?

  • la considerazione che le spese per i servizi socio-educativi siano improduttive e quindi, in tempi di crisi, sacrificabili. Tagliando i trasferimenti dallo Stato agli Enti Locali, indirettamente vengono tagliate le risorse per i servizi;

  • le decisioni sono legate all’emergenza, non permettendo di riflettere e studiare soluzioni nuove e stabili. Alcuni problemi, inoltre, sono trasferiti agli Enti Locali senza le necessarie dotazioni per affrontarli.

Quanto può durare la qualità dei nostri servizi se non affronta le sfide della realtà? Tre, credo, sono le ipotesi e le strade possibili.

  1. la prima ipotesi e’ l’idea della crisi come fenomeno transitorio. Ma nel periodo di crisi molti soffrono e alcuni, pochi, si arricchiscono. La crisi può (speriamo) passare, ma il vuoto che rischia di lasciare come sarà riempito?

  2. la seconda ipotesi e’ che la qualità, anche dei servizi socio-educativi, nasca dalla concorrenza. La realizzazione di questo principio, insieme al taglio dei trasferimenti di risorse agli Enti Locali, mette in moto l’esternalizzazione dei servizi. Il rischio e’ di passare da gare di appalto per singoli servizi a gare di appalto per una serie complessiva di servizi, il global service, a cui partecipano soggetti di grande dimensioni, con il rischio di “schiacciare” le piccole cooperative sociali;

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