Scuola, verso la riapertura il 7 gennaio

Scuola, verso la riapertura il 7 gennaioLa scuola italiana è stata la prima a chiudere e l'ultima a riaprire per l'emergenza Covid-19, sia durante la prima che la seconda violenta ondata della pandemia.

Nel resto d’Europa, i paesi europei hanno continuato a garantire la didattica in presenza, nonostante il Coronavirus.

Le nostre scuole sono sicure. Lo ha dichiarato il Commissario straordinario Domenico Arcuri, e lo hanno ricordato sia il Coordinatore del Comitato tecnico scientifico nazionale che il direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl di Bologna Paolo Pandolfi, quando hanno ribadito che la scuola non risulta faccia crescere i contagi, ma è uno dei luoghi più protetti.

Gli studenti delle scuole secondarie di II grado rientreranno quindi in presenza a partire dal 7 gennaio 2021 e, come amministratori, dobbiamo dare priorità all'educazione, costruendo soluzioni non solo per riaprire le nostre scuole ma anche per garantire la continuità della didattica in presenza: una nuova organizzazione, differenziando orari eorganizzando turni mattina e pomeriggio, il potenziamentodel trasporto pubblico, e la valorizzazione della comunità educativa.

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Salvare vite nel Mediterraneo. Aderiamo al progetto ResQ-People SavingPeople

Batterà bandiera italiana e vuole essere la nave della società civile. La sua missione è salvare vite umane nel Mediterraneo. "ResQ-People Saving People", associazione nata da un gruppo di giuristi, di operatori umanitari e di cittadini, ha lanciato domenica 13 dicembre la campagna "Tra il dire e il mare", con l'obiettivo di raccogliere fondi per rendere operativa una nuova nave umanitaria.

Costo stimato di tutta l'operazione, circa 2 milioni di euro. Fondi da reperire attraverso una campagna di crowdfunding.

In mare, si continua a morire per mancanza di soccorsi. In novembre, nel Mediterraneo hanno perso la vita almeno 132 persone. Tra loro il piccolo Joseph, appena sei mesi. Era l'11 novembre. Abbiamo tutti ascoltato le grida di terrore della madre alla ricerca del suo bambino, trasportato a Lampedusa per essere sepolto.ResQ

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10 anni di impegno politico per la mia città, Bologna

10 anni di impegno politico per la mia città, BolognaTra pochi mesi, si chiuderà per me una lunga esperienza di impegno politico nella mia città, Bologna, durata 10 anni.
Il ruolo di Consigliere comunale è una responsabilità forte che ci prendiamo nei confronti di noi stessi e dei cittadini che ci hanno dato la loro fiducia attraverso il voto. In questi anni, ho avuto l'opportunità di far parte del Consiglio comunale della mia città. Si tratta di un'opportunità che la società e le sue Istituzioni mi hanno donato e che ho cercato di onorare, collegando l'impegno della rappresentanza dei cittadini con la ricerca di risposte ai bisogni che ho ritenuto maggiormente emergenti nella situazione di crisi economica, sociale e culturale globale in cui siamo immersi, oggi anche a causa della violenta pandemia Covid-19, e ai suoi effetti a livello locale, in particolare ai bisogni delle persone che rischiano la marginalità e l'esclusione sociale.

Colgo l'occasione per salutare e ringraziare tutte le persone che in questi anni ho incontrato in questo lungo percorso: i colleghi consiglieri comunali, la Giunta, il Sindaco, i dipendenti comunali, i volontari delle associazioni del territorio, le imprese e il mondo della cooperazione sociale, i cittadini, tutte persone e realtà impegnate per garantire il buon governo della nostra città; che la recente indagine sul benessere nei territori del Sole 24 premia, nell'anno del Covid, per qualità della vita. Ringrazio naturalmente anche lo staff del Gruppo Pd in Consiglio per l'impegno e la professionalità dimostrata, e in particolare Nicoletta per il prezioso lavoro.

Sono orgoglioso di aver dedicato questi 10 anni a servire la mia città, per contribuire allo crescita di Bologna.
Provo a offrire un contributo per riflettere sul futuro della nostra città, in occasione della discussione del bilancio del Comune che punta nel 2021 a non aumentare le tasse, estendere le agevolazioni per i nidi, confermare le aliquote e le agevolazioni Imu e l'abolizione della Tasi sull'abitazione principale.

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Sempre più contagi in carcere, dobbiamo ridurre le presenze alla Dozza

Sempre più contagi in carcereNelle carceri italiane, oltre alle carenze strutturali degli edifici, continua a essere allarmante il rischio concreto della diffusione del contagio, anche a causa del sovraffollamento e della carenza di personale della polizia penitenziaria e di educatori. In alcune carceri italiane, il sovraffollamento ha picchi del 200%. All'interno della Casa Circondariale di Bologna, alla Dozza, la capienza massima di 500 persone è ampiamente superata dalle circa 700 presenze.

Il carcere è una realtà in cui il rischio della diffusione del Coronavirus è molto alto: non è previsto il distanziamento sociale, impossibile da applicare nei casi di sovraffollamento: la distanza minima di un metro nelle celle non viene infatti rispettata. Il Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Bologna denuncia come siano almeno 50 i detenuti contagiati e sottolinea l’aggravamento della situazione epidemiologica, anche con alcune persone ricoverate all'esterno.

Il Provveditorato regionale sembra orientato a sospendere i nuovi ingressi presso l'istituto di Bologna, ma temo non sia una misura sufficiente. La situazione è grave e dobbiamo intervenire prima che l’epidemia entri dentro le carceri, causando problemi sanitari e di sicurezza sociale enormi per la nostra città e il Paese, aumentando la pressione per il nostro sistema sanitario nazionale.

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Per evitare la terza ondata, serve responsabilità da parte di tutti

In Emilia-Romagna, sono 73 i decessi per Covid-19 registrati oggi. 1574 i contagiati, 222 le persone in terapia intensiva e 2831 quelle ricoverate con sintomi. La pandemia Covid-19 ci ha fatto scoprire, sperimentando ciascuno le conseguenze, l'interdipendenza fra le persone e fra le comunità locali, nazionali e globali. La libertà e il benessere individuale sono sempre anche sociali, e l'aiuto reciproco dovrebbe essere una risposta obbligata. In questi mesi, inoltre, abbiamo imparato che le competenze sono importanti, che lo Stato è necessario e che occorre una risposta collettiva per contrastare la pandemia.

Responsabilità da parte di tutti

Oggi, non sappiamo l'effetto che le riaperture di questi giorni che precedono il Natale avranno sui nuovi casi, sappiamo solo che i decessi arrivano circa una ventina di giorni dopo il contagio. Il virus si trasmette tra persone sufficientemente vicine, senza mascherina o con la mascherina usata male, e la probabilità di contagio aumenta con il tempo in cui si sta in quelle condizioni. Il rispetto delle regole di distanziamento e dei flussi è fondamentale. E naturalmente ogni assembramento di sorta in ogni situazione deve essere vietato.

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