Dal Cie all’Hub un modello di accoglienza, Bologna non deve tornare indietro

Italia che resiste
Da Centro di Identificazione ed Espulsione con condizioni di vita (e di lavoro) inaccettabili, a Hub regionale dove fare vera accoglienza diffusa per profughi e richiedenti asilo. Quella per la chiusura del Cie di Bologna è stata una delle battaglie più intense durante il mandato precedente. Una battaglia iniziata dopo le denunce di Medici per i diritti umani e della Garante delle persone detenute in Emilia-Romagna.

Il Cie era un luogo di degrado, di violazione dei diritti umani. Tutta la città ha chiesto con forza la chiusura del Cie e a marzo 2013, primo in Italia, il Cie di Bologna è stato chiuso. A luglio 2014, il centro di via Mattei è diventato un luogo di accoglienza per chi è costretto a scappare da fame e guerra: un Hub dove prestare assistenza sociale e sanitaria, dove insegnare l’italiano. Con la chiusura del Cie, Bologna ha costruito un progetto di accoglienza diverso che garantisce diritti e umanità a chi ha bisogno di protezione. Un esempio per tutta Italia e non solo, anche l’Europa ha riconosciuto l’impegno della Regione Emilia-Romagna e della Città metropolitana di Bologna a costruire un modello di accoglienza diffuso in grado di essere dignitoso per tutti (sia per chi arriva che per chi accoglie). Gli ospiti dell’Hub di via Mattei in breve tempo sono accompagnati in strutture di seconda accoglienza presenti su tutto il territorio regionale e il bando Sprar della Città metropolitana di Bologna permette di superare la logica emergenziale: tutti gli enti locali partecipano al sistema di accoglienza.

https://www.bolognacares.it/

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Tre anni senza Giulio Regeni

3 anni senza Giulio RegeniVenerdì 25 gennaio anche Bologna si è tinta di giallo per Giulio Regeni. A tre anni esatti dalla scomparsa del ricercatore italiano, alle 19.41, oltre 100 piazze in tutta Italia hanno risposto all'appello della famiglia e di Amnesty International per chiedere verità e giustizia per il giovane torturato e ucciso in Egitto.

Era il 25 gennaio 2016, l'ultimo giorno di un giovane ricercatore italiano, ucciso e torturato in Egitto. Giulio Regeni aveva 28 anni ed era un dottorando dell’Università di Cambridge.

Nel mandato precedente il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un Ordine del Giorno per sostenere la campagna di Amnesty International, per non permettere che l'omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato. Durante questo mandato il Comune di Bologna ha esposto uno striscione per Giulio Regeni a Palazzo D’Accursio.

È importante continuare a chiedere con forza ai governi egiziano e italiano, e all’Unione Europea, di far luce sull’uccisione di Giulio Regeni.

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I Sindaci possono tutelare i richiedenti asilo

Con il decreto Sicurezza spingiamo le persone verso l'illegalità.

Come Amministratori, dobbiamo capire "cosa si può fare" perché le persone non siano costrette a vivere nell’illegalità. Il Sindaco di New York Bill De Blasio, ad esempio, rilascia carte di identità anche agli immigrati clandestini. Stiamo parlando del Sindaco di N.Y., non di un sognatore. La parola "clandestinità" infatti implica illegalità e pone fuori dalle regole.I Sindaci possono tutelare i richiedenti asilo

I Sindaci d’Italia che disubbidiscono contro una legge disumana, il decreto Salvini, non sono soli. In America da tempo i Sindaci disubbidiscono a Trump: ci sono New York, San Francisco, Los Angeles e Miami. Ma anche San Diego, Washington, Chicago, Denver e Dallas. E poi ancora Portland, Austin, Detroit, Phoenix, Seattle, Salt Lake City, Rochester (NY). Ma l’elenco sarebbe lunghissimo, perché sono più di 500 le città americane chiamate “Città rifugio”.

Si tratta di città che – dopo i decreti (tentati) del Presidente Donald Trump che imponevano l’identificazione, l’arresto e la successiva espulsione degli immigrati illegali che lavorano negli Stati Uniti – hanno risposto “disobbedendo”, vietando alla Polizia locale di collaborare con il Servizio Immigrazione Centrale del Governo Federale di Washington. Rifiutandosi innanzitutto di consegnare eventuali liste di loro residenti privi di documenti regolari.

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Intervento bilancio 2019-21

Bologna
Gentile Presidente e gentile Assessore,
penso che in termini di razionalizzazione dei costi di struttura sia stato fatto il possibile per “unificare” ed “ottimizzare”, come anche per la gestione informatizzata. Credo sia quindi giusto riconoscere come sempre all’Assessore Conte e ai tecnici del Comune di Bologna il grande lavoro e la qualità dimostrata.

Oggi approviamo un bilancio di mandato, 2019-21, e dobbiamo sempre di più rendere il Comune un soggetto preparato a collaborare in modo efficace con la città. Dobbiamo rendere il bilancio del Comune più accessibile e allo stesso tempo fare scelte il più possibile condivise.

3 sono le parole di riferimento del mio intervento: partecipazione, trasparenza e inclusione.

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Bologna città inclusiva

In questi anni mi sono battuto per inserire le “clausole sociali” negli appalti pubblici: una percentuale di spesa di almeno il 5% di tutti gli investimenti di Palazzo d'Accursio deve dare una risposta concreta a persone in situazione di fragilità occupazionale (disabili, ultra-cinquantenni, disoccupati di lungo periodo, etc.).Bologna città inclusiva

Grazie alle clausole sociali, tra il 2014 e il 2017, con il bando per la manutenzione del verde pubblico sono stati assunti 125 lavoratori in situazione di svantaggio.

Oggi il Consiglio comunale ha approvato un mio nuovo Ordine del giorno per confermare le “clausole sociali” nel verde pubblico, ma anche nella manutenzione delle strade e per la gestione dei rifiuti di Hera. Bologna è una città inclusiva se sostiene chi è più debole e senza lavoro.

Qui trovate l'Ordine del Giorno Qui trovate l'Ordine del Giorno