Senza tetto e senza reddito di cittadinanza

"… È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese"

(articolo 3, Costituzione della Repubblica Italiana)

Questo articolo rappresenta uno dei cardini della nostra Costituzione, il principio di uguaglianza (e di non discriminazione).

In Italia ci sono più di 5 milioni di persone in povertà assoluta, soprattutto al Sud ma anche nelle aree metropolitane del Nord. La povertà non è solo mancanza di reddito o lavoro, ma anche isolamento e fragilità.

Ma con gli effetti paradossali del Reddito anti-povertà del Governo, le persone senza dimora resteranno senza reddito di cittadinanza: parliamo di decine di migliaia di persone che non dispongono della residenza fittizia. Parliamo degli "ultimi”, persone con problematiche legate alle dipendenze ma anche donne e uomini in situazione di povertà relazionale ed economica, come conseguenza anche della crisi economica.

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Dal Cie all’Hub un modello di accoglienza, Bologna non deve tornare indietro

Da Centro di Identificazione ed Espulsione con condizioni di vita (e di lavoro) inaccettabili, a Hub regionale dove fare vera accoglienza diffusa per profughi e richiedenti asilo. Quella per la chiusura del Cie di Bologna è stata una delle battaglie più intense durante il mandato precedente. Una battaglia iniziata dopo le denunce di Medici per i diritti umani e della Garante delle persone detenute in Emilia-Romagna.

Il Cie era un luogo di degrado, di violazione dei diritti umani. Tutta la città ha chiesto con forza la chiusura del Cie e a marzo 2013, primo in Italia, il Cie di Bologna è stato chiuso. A luglio 2014, il centro di via Mattei è diventato un luogo di accoglienza per chi è costretto a scappare da fame e guerra: un Hub dove prestare assistenza sociale e sanitaria, dove insegnare l’italiano. Con la chiusura del Cie, Bologna ha costruito un progetto di accoglienza diverso che garantisce diritti e umanità a chi ha bisogno di protezione. Un esempio per tutta Italia e non solo, anche l’Europa ha riconosciuto l’impegno della Regione Emilia-Romagna e della Città metropolitana di Bologna a costruire un modello di accoglienza diffuso in grado di essere dignitoso per tutti (sia per chi arriva che per chi accoglie). Gli ospiti dell’Hub di via Mattei in breve tempo sono accompagnati in strutture di seconda accoglienza presenti su tutto il territorio regionale e il bando Sprar della Città metropolitana di Bologna permette di superare la logica emergenziale: tutti gli enti locali partecipano al sistema di accoglienza.

https://www.bolognacares.it/

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Tre anni senza Giulio Regeni

Venerdì 25 gennaio anche Bologna si è tinta di giallo per Giulio Regeni. A tre anni esatti dalla scomparsa del ricercatore italiano, alle 19.41, oltre 100 piazze in tutta Italia hanno risposto all'appello della famiglia e di Amnesty International per chiedere verità e giustizia per il giovane torturato e ucciso in Egitto.

Era il 25 gennaio 2016, l'ultimo giorno di un giovane ricercatore italiano, ucciso e torturato in Egitto. Giulio Regeni aveva 28 anni ed era un dottorando dell’Università di Cambridge.

Nel mandato precedente il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un Ordine del Giorno per sostenere la campagna di Amnesty International, per non permettere che l'omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato. Durante questo mandato il Comune di Bologna ha esposto uno striscione per Giulio Regeni a Palazzo D’Accursio.

È importante continuare a chiedere con forza ai governi egiziano e italiano, e all’Unione Europea, di far luce sull’uccisione di Giulio Regeni.

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I Sindaci possono tutelare i richiedenti asilo

Con il decreto Sicurezza spingiamo le persone verso l'illegalità.

Come Amministratori, dobbiamo capire "cosa si può fare" perché le persone non siano costrette a vivere nell’illegalità. Il Sindaco di New York Bill De Blasio, ad esempio, rilascia carte di identità anche agli immigrati clandestini. Stiamo parlando del Sindaco di N.Y., non di un sognatore. La parola "clandestinità" infatti implica illegalità e pone fuori dalle regole.

I Sindaci d’Italia che disubbidiscono contro una legge disumana, il decreto Salvini, non sono soli. In America da tempo i Sindaci disubbidiscono a Trump: ci sono New York, San Francisco, Los Angeles e Miami. Ma anche San Diego, Washington, Chicago, Denver e Dallas. E poi ancora Portland, Austin, Detroit, Phoenix, Seattle, Salt Lake City, Rochester (NY). Ma l’elenco sarebbe lunghissimo, perché sono più di 500 le città americane chiamate “Città rifugio”.

Si tratta di città che – dopo i decreti (tentati) del Presidente Donald Trump che imponevano l’identificazione, l’arresto e la successiva espulsione degli immigrati illegali che lavorano negli Stati Uniti – hanno risposto “disobbedendo”, vietando alla Polizia locale di collaborare con il Servizio Immigrazione Centrale del Governo Federale di Washington. Rifiutandosi innanzitutto di consegnare eventuali liste di loro residenti privi di documenti regolari.

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Intervento bilancio 2019-21


Gentile Presidente e gentile Assessore,
penso che in termini di razionalizzazione dei costi di struttura sia stato fatto il possibile per “unificare” ed “ottimizzare”, come anche per la gestione informatizzata. Credo sia quindi giusto riconoscere come sempre all’Assessore Conte e ai tecnici del Comune di Bologna il grande lavoro e la qualità dimostrata.

Oggi approviamo un bilancio di mandato, 2019-21, e dobbiamo sempre di più rendere il Comune un soggetto preparato a collaborare in modo efficace con la città. Dobbiamo rendere il bilancio del Comune più accessibile e allo stesso tempo fare scelte il più possibile condivise.

3 sono le parole di riferimento del mio intervento: partecipazione, trasparenza e inclusione.

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Bilancio partecipativo: martedì si votano i nuovi progetti!

Dopo oltre 50 incontri che hanno coinvolto circa 1.800 persone, sono 33 i nuovi progetti per il Bilancio partecipativo: dal 30 ottobre al 19 novembre ci sarà la fase di voto. Le aree e gli spazi pubblici coinvolti sono la zona di Casteldebole-Triumvirato-Pietra (Borgo Panigale-Reno), San Ruffillo (Savena), Costa-Saragozza (Porto-Saragozza), Croce del Biacco-Guelfa (San Donato-San Vitale), Irnerio (Santo Stefano) e Corticella (Navile).

Anche quest’anno, il Comune di Bologna mette a disposizione 1 ML di euro per progetti ideati dai cittadini all’interno dei laboratori di Quartiere. Si tratta di proposte per migliorare il proprio quartiere: aree verdi, mobilità sostenibile, recupero di spazi ed edifici, beni culturali e naturalistici, vivibilità, accessibilità, sport, arte.

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