La povertà non è una scelta, è ingiustizia sociale.

Elemosina a Bologna - Fonte: http://www.blitzquotidiano.itGentile Presidente, c'è chi propone di rendere illegali, oltre ai poveri, la solidarietà. Illegale sarebbe certamente un raket che costringa le persone all'umiliazione dell'elemosina e, se se ne ha notizia, dovrà essere comunicata alla Magistratura. Il dovere di chi ha responsabilità politiche è quello di ricercare soluzioni alla riduzione delle povertà materiali e sociali non certo perseguendo la solidarietà ma indirizzandola verso progetti che curino il riscatto di chi vive nella esclusione e nella marginalità.

L’idea di multare chi fa elemosina, sperando così di non vedere più poveri nelle nostre città, è una risposta sbagliata, ingannevole. Non risolve il problema né di chi è costretto a chiedere aiuto, né di chi fa un gesto di solidarietà verso gli altri. Un gesto gratuito e senza secondi fini. Forse il gesto più naturale ed umano, dei gesti.

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Giustizia per le vittime dell’amianto, il processo Eternit va avanti.

EternitA un anno dalla sospensione, la Corte Costituzionale dà ragione alla Procura di Torino: il processo a carico di Eternit proseguirà per omicidio, non solo per l’accusa di disastro. Omicidio perché il mesotelioma, il tumore causato dalle fibre di amianto, continua a fare vittime. Proprio la città di Casale Monferrato, dove aveva sede lo stabilimento che ha causato la morte di 3.000 cittadini e lavoratori, è riuscita a ottenere giustizia con la riapertura del processo. Casale Monferrato sarà anche la prima città in Italia “amianto free” entro il 2020.

L’amianto è un killer silenzioso che ha invaso le nostre città e le nostre vite, e che continua a uccidere, nonostante sia stato messo al bando nel 1992.

A Bologna, grazie a un mio Ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale, dal 2016 abbiamo un Piano comunale per liberare la nostra città dall’amianto. Ma ci sono quasi 1.300 edifici ancora da bonificare e circa 474.000 mq di coperture in cemento amianto.

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Avanti insieme, ma questa volta per davvero

Si riparte, finalmente, Virginio Merola è di nuovo Sindaco di Bologna. E non possiamo che essere contenti: abbiamo fermato la deriva leghista e ridato un’anima democratica all’amministrazione di una città che, da tempo ormai, aveva perso i suoi punti di riferimento nelle periferie e nelle fasce più deboli della popolazione. È da qui che dobbiamo ripartire. Ora c’è molto da fare. Partendo soprattutto da una nuova attenzione ai problemi veri della città e dei suoi cittadini più fragili. Che ci sia voglia di sinistra a Bologna è innegabile, come è innegabile che sia aumentata la distanza tra politica e cittadini.

Merola

La mia rielezione in Consiglio comunale mi fa sentire nuovamente responsabile di questo cambiamento, necessario e non più rinviabile. Per questo sarà importante che il Sindaco scelga la sua giunta in completa autonomia, per il bene di Bologna. Una scuola accessibile a tutti, un nuovo welfare diffuso, l'attenzione alle nuove povertà e all'immigrazione, devono essere i nostri nuovi punti di riferimento. Così come lo è il nuovo progetto di bilancio partecipativo, che ci permetterà di chiedere ai cittadini bolognesi di decidere insieme le priorità per il futuro di Bologna.

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Dalla parte di Bologna

Domenica 19 giugno siamo chiamati a scegliere tra due idee contrapposte di città. Votare Virginio Merola vuol dire credere in una Bologna moderna, aperta e accogliente. Una Bologna solidale e collaborativa, dove istituzioni e comunità dialogano. Vero, è successo – e succederà ancora – che il dialogo si faccia vivace. Ed è successo anche, purtroppo, che la voce dei cittadini non venga ascoltata: l’aver disatteso il referendum sulla scuola è per me la più grande colpa della passata amministrazione.

Ballottaggio 01

Ma dall’altra parte c’è un’idea di Bologna chiusa, autoreferenziale, che alimenta paure e conflitti. E c’è una politica che non mi piace per niente, che sa solo cavalcare l’onda e scaldare gli animi, che non avanza progetti credibili né li sostiene per il bene comune. Nei cinque anni passati in Consiglio comunale, ho visto Lucia Borgonzoni astenersi su alcune (mie) proposte come il piano comunale per la lotta all’amianto, il regolamento sulle clausole sociali per dare un lavoro a chi è in situazione di svantaggio o, ancora, per il bilancio partecipato che favorisce il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte per la città. Come se non le importasse, come se non sapesse che pensare.

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Per governare una città servono politiche di ampio respiro

Per governare una città servono politiche di ampio respiro: per l’ambiente, per il lavoro, per i diritti. E non vedo che cosa possa fare Lucia Borgonzoni, che in cinque anni da consigliera comunale ha dimostrato di disinteressarsi di questi argomenti, che sono quelli che fanno la differenza per il benessere della collettività.

Francesco Errani

Tre esempi, fra tanti, per altrettanti miei ordini del giorno. Quando abbiamo votato (e approvato) il piano comunale per la lotta all’amianto, la Borgonzoni si è astenuta. Quando abbiamo votato (e approvato) il regolamento sulle clausole sociale che danno un lavoro a chi è in situazione di svantaggio, la Borgonzoni si è astenuta. E quando abbiamo votato (e approvato) il bilancio partecipato per favorire il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte importanti per la città, la Borgonzoni si è astenuta. Come se non le importasse, come se non sapesse che pensare.

Francamente, Bologna si merita di meglio. Per il ballottaggio del 19 giugno, io non ho dubbi da che parte stare. Dalla parte di Virginio Merola. #dallapartediBologna