Rilasciare immediatamente Ahed Tamimi

Rilasciare immediatamente Ahed Tamimi

Il Consiglio comunale di Bologna ha approvato l’Ordine del Giorno presentato dal Consigliere comunale Francesco Errani per l’immediata liberazione di Ahed Al-Tamini, la ragazza palestinese di 16 anni arrestata per aver tirato uno schiaffo a due militari israeliani, dopo che suo cugino di quindici anni era stato ferito gravemente da una pallottola e portato in coma all’ospedale.

Ahed e la sua famiglia vivono nel villaggio di Nabi Saleh. La protesta e resistenza non violenta di Nabi Saleh si è caratterizzata per la forte presenza di donne e giovani. Ahed sarà giudicata da un tribunale militare. Dal 1967 sono stati più di 800 mila i palestinesi incarcerati per motivi politici e attualmente sono circa 400 i minori incarcerati.

Free Ahed Tamimi

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OZ Bologna

Unipol ha dato 10 giorni di tempo a OZ per liberare l’ex Samp di via Stalingrado...

OZ BolognaL'esperienza innovativa di OZ, l’urban park indoor più grande d’Italia e fra i più importanti d’Europa (attività di sport urban-freestyle e circensi, arti visive, musicali, ludiche), non può essere chiusa.
La nuova proprietà Unipol non può disinteressarsi della città e chiudere un’esperienza innovativa, a cui partecipano centinaia di cittadini. La responsabilità di impresa è sociale e anche territoriale, il profitto non può essere l’unica via.

E il Comune di Bologna deve impegnarsi per trovare una soluzione e dare continuità a OZ, sostenendo un'esperienza unica per quantità e qualità delle attività proposte.
http://www.ozbologna.org

Question Time, chiarimenti sull'applicazione delle clausole sociali ai bandi di Hera

bolognaL'assessore al Lavoro Marco Lombardo ha risposto alle domande d'attualità dei consiglieri Francesco Errani (Partito Democratico) e Amelia Frascaroli (Città comune) sull'applicazione delle clausole sociali ai bandi dell'azienda partecipata Hera.

Domanda d'attualità del consigliere Errani

Gentile Assessore, nel nostro territorio la condizione di fragilità occupazionale e povertà riguarda fasce sempre più ampie di cittadini.

Nel 2017, a Bologna, si registrano circa 25mila disoccupati, ma aumentano invece le persone inattive (non occupate né in cerca di occupazione), sono 152.000. Inoltre, secondo una recente ricerca dell’Istituto Cattaneo, a Bologna ben 113.000 cittadini vivono una condizione di disagio economico assimilabile ad una condizione di povertà. Se a questi aggiungiamo coloro che non dichiarano reddito e che hanno reddito nullo, possiamo dire che a Bologna quasi il 40% dei contribuenti – pari a quasi il 30% dei residenti in città – vive in condizione di disagio economico prossimo ad una condizione di povertà, un numero enorme e davvero allarmante.
Parliamo di persone che, a causa della crisi economica, rischiano di scivolare da una condizione di autonomia e indipendenza ad una situazione di svantaggio socio-economico, abitativo e sanitario.

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L'azzardo non è un gioco

Il Consiglio comunale di Bologna ha approvato il nuovo Regolamento per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo.
Le scommesse sono in aumento e la spesa (anche sociale) per il gioco è enorme.

L'azzardo non è un gioco

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Il “Crescentone” sarà accessibile alle persone disabili

Crescentone Bologna Piazza MaggioreIl progetto prevede la realizzazione di due rampe semicircolari di accesso al “Crescentone” per le persone in situazione di disabilità, poste a metà dei lati lunghi.

Si tratta di uno dei luoghi più frequentati e visibili della nostra città ed è importante che sia accessibile a tutti i cittadini, anche alle persone disabili.

Il centro della nostra città ha una organizzazione medievale e ciò comporta inevitabilmente la presenza di vincoli rispetto alla mobilità. Occorre fare i conti con barriere architettoniche, ma anche sensoriali, culturali e informative. Come per tutti gli altri problemi, anche per la mobilità in centro è importante una rilevazione informativa su quali siano le problematiche che rendono difficile gli spostamenti, non solo delle persone con disabilità, ma di tutte le persone che, per motivi molto comuni, come l’anzianità, una temporanea inabilità, hanno una mobilità autonoma limitata.

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