Verità per Giulio Regeni

25 gennaio 2016, l'ultimo giorno di un giovane ricercatore italiano, ucciso e torturato.

È passato un anno dalla scomparsa di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso e torturato in Egitto per le sue ricerche sul campo. Giulio aveva 28 anni ed era un dottorando dell’Università di Cambridge. Il 25 gennaio 2016 Giulio è scomparso e il suo corpo è stato rinvenuto giorni dopo, nei sobborghi del Cairo, con evidenti segni di tortura.

Giulio rappresenta tutti quei giovani che hanno scelto di impegnarsi per studiare il mondo in cui viviamo, con passione e pensiero critico, per comprendere e conoscere ciò che viene proposto come lontano e diverso. L’omicidio di Giulio vuole scoraggiare ogni possibile relazione tra donne e uomini che vivono su sponde diverse del Mediterraneo, una violenza che vuole mettere in discussione la libertà di parola, di pensiero e di movimento.

regeni striscione

Un anno fa, il Parlamento Europeo ha chiesto al governo del Cairo la verità, con una risoluzione che “ha condannato con forza la tortura e l'assassinio del cittadino europeo Giulio Regeni” in Egitto. È importante continuare a chiedere con forza ai governi egiziano e italiano e all’Unione Europea di far luce sull’uccisione di Giulio Regeni.

Anche Palazzo D'Accursio deve continuare a sostenere la campagna lanciata da Amnesty International per non permettere che l'omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato, per essere catalogato tra le tante "inchieste in corso" o peggio, per essere collocato nel passato da una "versione ufficiale" del governo del Cairo.

A distanza di un anno dall'omicidio in Egitto di Giulio Regeni, è importante continuare a sostenere la campagna di Amnesty International che chiede "Verità per Giulio Regeni" (https://www.amnesty.it/campagne/verita-giulio-regeni/). Non dobbiamo permettere che l'uccisione di Giulio finisca per essere dimenticata.

Potremo fermarci solo davanti alla verità. Lo dobbiamo alla famiglia di Giulio, ai suoi amici e colleghi che da ogni parte del mondo chiedono verità. Lo dobbiamo a tutti noi e alla nostra dignità.