Sala Borsa, una risorsa della città

1.000 persone ogni giorno (6 ML dal 2008 al 2012 i visitatori), più di 200 visite guidate ogni anno, 130mila prestiti, e poi attività, laboratori, incontri con autori, ...

L'Istituzione Biblioteche prevede di sostituire i lavoratori addetti al prestito di Biblioteca Sala Borsa con macchine ad alto contenuto tecnologico.

Nessuno è contrario alle nuove tecnologie, ma una macchina non ti consiglia libri, film, cd. Una macchina non aiuta una persona in difficoltà. Una macchina non resta qualche secondo o minuto in più a parlare con una persona. Una macchina non ricorda ai visitatori quale è il comportamento corretto da tenere in una biblioteca.

Le biblioteche non sono un supermercato, sono luoghi di umanità, cultura, educazione e relazione sociale. Il “mondo non va avanti, senza educazione”.

Considerare improduttive le spese per il settore culturale e educativo ha un costo non solo economico, ma orienta i comportamenti verso l'individualismo, suggerisce il "fai da te". Immaginare che il lavoro del bibliotecario possa essere sostituito da macchine è un errore. Inoltre una città deve, prima di tutto, occuparsi di educazione e la biblioteca Sala Borsa può aiutare i bimbi delle nostre scuole a imparare a fare ricerca, a formare un pensiero critico.

L'automazione non è la via per tagliare posti di lavoro, al contrario può liberare risorse e capitale umano per fare di più e meglio: possiamo estendere l'apertura la domenica, ristabilire l'apertura del lunedì pomeriggio tagliata dalla Cancellieri o ritornare alle aperture serali tagliate da Cofferati.
 
È importante salvaguardare l'educazione perché sia disponibile per tutti, soprattutto per i più piccoli. Se pensiamo all'esperienza dell'agricoltura, della vita contadina, in tempi di difficoltà il contadino risparmia su tutto tranne che sulle sementi.