Francesco Errani: apriamo un dibattito

Francesco Errani è Consigliere comunale con i democratici. Ha basato la sua campagna elettorale sulla partecipazione puntando su alcuni temi: la scuola, il sociale e il lavoro. Alla fine di giugno ha promosso un momento di condivisione e partecipazione sulla scuola, presenti ai tavoli di discussione sia genitori che tecnici del mestiere.


 
Che risultati ha prodotto questo dibattito e che futuro avrà questo momento di discussione?

A giugno ci siamo trovati per parlare di scuola. L’incontro è stato realizzato con l’intento di far partecipare attivamente non solo esperti, personale scolastico e genitori toccati dalle difficoltà che la scuola sta vivendo, ma tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra società. Attraverso le discussioni nei tavoli, il World Cafè ha permesso di individuare e condividere gli aspetti che definiscono la qualità della scuola: la scuola non ha solo un valore educativo ma anche sociale, ed è una straordinaria occasione per formare buoni cittadini, pensanti e capaci di scegliere anche criticamente. In merito al rapporto pubblico privato, i partecipanti allo sQuola Cafè hanno sottolineato, in considerazione della funzione sociale, civica e politica riconosciuta alla scuola, l'importanza di un forte ruolo di regolazione e controllo da parte del Comune di Bologna.

 

Sul mio sito è possibile scaricare il Report con i risultati del World Cafè. Inoltre, il World Cafè è stato l'occasione per condividere un nuovo modo di fare politica. Un punto di partenza che spero possa portare il Comune di Bologna a promuovere un percorso di partecipazione che coinvolga tutta la città, da realizzare nei prossimi mesi in tutti i Quartieri.

In città molti cittadini tra associazioni e comitati che si stanno muovendo sul tema infanzia . Tra i diversi gruppi c'è anche il coordinamento dei presidenti dei genitori, organo istituzionale votato alla partecipazione dei genitori. Nell'anno in corso il coordinamento ha avuto due incontri con l'Amministrazione e classe politica, del quale uno, l'ultimo, senza risposte per via di sommovimenti, tempi e altro. Lo stesso comitato dei nidi, in alleanza con altri presidenti delle scuole dell'infanzia, ha proposto un progetto di modifica per regolamentare in modo più snello gli incontri. Non sono pervenute risposte in merito ed è stato avanzata una richiesta di udienza conoscitiva che ha avuto esito, per ora, solo a livello informale, quindi con un si, ma senza una data. E' prevedibile che questo progetto che non è una rivendicazione ma proposta di partecipazione possa venire accolta? E in che tempi?

La richiesta di udienza conoscitiva promossa dal Comitato e dai Presidenti delle scuole dell'infanzia deve essere accolta e sono naturalmente disponibile a studiare la proposta perché possa trovare una risposta in tempi brevi, soprattutto se diretta a favorire la partecipazione dei genitori alla vita della scuola.

Tra i vari comitati cittadini c'è il nuovo l'articolo 33 che dopo molte battaglie e alleanze, è riuscito ad arrivare al referendum rispetto al tema sovvenzione finanziamenti pubblici alle scuole paritarie private. Come giudichi il referendum? Cosa potrebbe accadere se le sovvenzioni che oggi il Comune eroga alle scuole paritarie private fossero dirette alla scuola pubblica?

E' una tema complesso che richiede quindi una risposta articolata.

La questione dei finanziamenti alle scuole dell'infanzia, sul tavolo da anni e che la riduzione delle risorse ha riportato in primo piano, dovrà finalmente trovare una soluzione. Come? Le leggi e il controllo della qualità dei servizi scolastici. Occorre definire gli indicatori riguardo a cinque aspetti irrinunciabili definiti dalla Costituzione: la vita materiale delle scuole, le competenze del personale scolastico, la partecipazione dei genitori al progetto educativo, la collaborazione inter-istituzionale con i servizi sanitari e sociali del territorio, e l'attenzione all'eterogeneità degli alunni.Con il referendum, allo stato attuale, temo il rischio di una competizione poco utile per la nostra città, che costringe il cittadino a esprimersi votando con un sì o un no. Continuo ad augurarmi che sia possibile sedersi attorno ad un tavolo (amministratori, insegnanti e genitori) per studiare insieme le possibili soluzioni e proposte, tutti disposti ad ascoltare e liberi da dogmi. Detto ciò, il referendum consultivo è uno strumento prezioso di partecipazione democratica e conosco la preoccupazione dei genitori che lo hanno promosso. Non contrasterò l'uso di uno strumento democratico, a maggior ragione in questo momento di difficoltà fra cittadini e politica. Per rispetto al mio ruolo istituzionale e per garantire il diritto di partecipazione, pur avendo un'idea diversa, mi voglio rendere disponibile a certificare le firme. In modo altrettanto democratico, voterò al referendumper sostenere il valore del sistema scolastico pubblico integrato, nato proprio a Bologna nel 1995 dall'Assessore alla Scuola Rosanna Facchini, ed esprimo alcune considerazioni:

- la quota del 61% di scuole d'infanzia gestite direttamente dal Comune, percentuale unica in tutta la Regione e eguagliata in Italia solo dal Comune di Milano, purtroppo non è più sostenibile;

- con i tagli dal centro alle periferie e i limiti all'assunzione imposti dal patto di stabilità agli Enti Locali, non sarebbe possibile assumere comunque nuovo personale scolastico e risolvere il problema delle liste di attesa, che rischiano di diventare un ostacolo per l'accesso al mondo del lavoro delle donne e di limitare la libertà di scelta delle famiglie fra scuola pubblica e privata;

- il finanziamento alle scuole paritarie private, che corrisponde al 3% della spesa comunale sulle scuole dell'infanzia, può e deve permettere di migliorare il sistema scolastico pubblico integrato, punto centrale della legge di riforma Berlinguer del 1997. In pratica, dobbiamo essere capaci di costruire un sistema integrato con criteri comuni e controlli effettivi e rigorosi, per verificare la qualità del servizio scolastico.

Credo che individuare gli indicatori e il sistema del sostegno alle scuole per farli propri e dei controlli da parte dell'Amministrazione nel rispetto degli stessi non sia troppo complicato. A Bologna, una possibile risorsa è sicuramente la presenza dell'Università e della Facoltà di Scienze della Formazione, mentre il percorso di partecipazione dovrebbe permettere di studiare, migliorare e condividere un nuovo progetto educativo per Bologna, da concretizzare e costruire in modo trasparente insieme a tutte le forze culturali e professionali presenti nella nostra città.

Altro gruppo attivo e che chiede di essere ascoltato è l'Osservatorio della mensa. Un gruppo di cittadini che si è attivato in modo partecipe per valutare la qualità degli alimenti serviti nelle scuole dell'infanzia e di primo grado. La richiesta di partecipazione non è seguita ad una effettiva valutazione, né dalla parte Amministrativa, né dalla parte politica e nemmeno da Seribo, l'ente che gestisce il servizio mensa. Tu hai accolto e portato avanti una loro richiesta specifica di maggior utilizzo di cibo biologico e un maggior controllo della qualità. A che punto è questa pratica? E come è prevedibile che proceda una partecipazione dell'Osservatorio rispetto al tema pappa?

Grazie anche al lavoro dell'Osservatorio, il 12 marzo 2012 ho presentato ed è stato approvato all'unanimità dal Consiglio comunale un Ordine del giorno che chiede di aumentare i cibi biologici e tipici nelle mense scolastiche, così come potenziare gli aspetti di educazione alimentare e orientamento ai consumi nel servizio di refezione scolastica e di costruire un regolamento per il funzionamento delle Commissioni mensa. Il 29 marzo 2012, abbiamo svolto un’udienza conoscitiva sulla refezione scolastica con i Dirigenti di Comune e Provincia, l'Ausl e i promotori della petizione per l'introduzione di prodotti biologici nelle mense scolastiche, mentre era assente l'Azienda pubblica Seribo. In quella sede, l'Assessore alla Scuola Marilena Pillati ha preso impegni precisi per valorizzare la partecipazione dell'Osservatorio e delle famiglie. A ottobre, è prevista una nuova udienza conoscitiva in Comune con il nuovo Presidente di Seribo per capire in concreto quando e come sarà possibile iniziare ad aumentare la percentuale di biologico e definire il regolamento di funzionamento delle Commissioni mensa.